Il sindaco Bonfanti: «Va bene, non spostiamo i mosaici ma la soPrintendenza ci dica come muoverci» Ci voleva il rischio che i mosaici della villa del Tellaro potessero sbiadirsi - e con loro un pezzo della storia del Siracusano - per accendere il dibattito tra le istituzioni che dovrebbero tutelare il patrimonio culturale aretuseo lontano dalle solite passerelle pseudo-politiche. Dopo l'allarme lanciato dal sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, sulle condizioni di insicurezza in cui si trovano i preziosi mosaici del IV secolo tali da richiederne il loro trasloco; è stata la volta del soprintendente emerito di Siracusa, Giuseppe Voza che ha confermato come sì, i reperti non siano conservati come dovrebbero. E che per salvarli occorre una manutenzione costante. Gli ha fatto eco la soprintendente Beatrice Basile la quale ha proposto di dedicare più impegno alla sinergia e sforzarsi di trovare risorse per una copertura idonea a proteggere i tesori. Gli archeologi dicono no allo spostamento dei mosaici. «Dopo anni di approssimazione - replica il sindaco Bonfanti - non importa chiedersi il perché e di chi sia la responsabilità: non giova alla causa. La presenza alla guida della soPrintendenza di Beatrice Basile ha ridato speranza e voglia di svoltare. Si intensifica quindi l'attività diretta alla sistemazione, riapertura e quindi fruizione dei nostri siti museali. Questo progetto, incardinato nel mio programma di governo riveste una importanza tale che non può più trovare intoppi». Da qui un nuovo appello. «Un pressing forte, frutto dell'esperienza finora maturata, fuori da ogni forma di ricerca della visibilità ad ogni costo, che punta al cuore del problema mettendo a nudo le criticità - dice -. La rivisitazione del progetto di riadattazione e sistemazione del monastero del Ss. Salvatore, è oggi una realtà grazie al lavoro dei tecnici della soPrintendenza, con in testa l'architetto Spadaro, perché insistente è stata la richiesta di quest'Amministrazione, al punto da investire somme proprie, pur di raggiungere l'obiettivo. Basti pensare che una datata richiesta di finanziamento pubblico è rimasta inevasa». Ancora, il Comune ha trasferito il personale del museo archeologico di corso Vittorio Emanuele alla villa del Tellaro nell'ambito della razionalizzazione e nel rispetto della spending review che ha comportando la chiusura di una parte del sito al pubblico. E veniamo alla Villa del Tellaro. «Tra la soPrintendenza e il Comune - prosegue Bonfanti - è stato siglato un protocollo d'intesa che prevede, utilizzando il 30 dello sbigliettamento degli interventi di ordinaria manutenzione. Ebbene nel corso di questi anni, dal 2011 al 2013, sono stati investiti dal Comune, andando anche oltre ciò che la convenzione prescrive, circa 40mila euro in manutenzione ordinaria e straordinaria quale sistemazione del manto di copertura dei tetti per eliminare le infiltrazioni di acqua, il rifacimento di parte di intonaci della facciata ovest, la manutenzione dell'impianto idrico ed elettrico, lavori di scerbatura e lavori di pulitura dei mosaici, fornitura di corpi illuminanti, risistemazione dell'acciottolato divelto ed altre manutenzioni varie. E' questo il "lungo periodo di mancata attivazione (da parte comunale) delle opportunità offerte dalla convenzione"? » Non risulta invece, come evidenzia il sindaco di Noto, alcuna attività di straordinaria manutenzione da parte della soPrintendenza. «Considerato che dall'ottobre 2011 il Comune non riceve alcuna somma - dice Bonfanti - e che la convenzione prevede il diritto sostitutivo della soPrintendenza, quali interventi sono previsti, se previsti, con le somme incassate da quella data ad oggi? Questa richiesta non vuole essere di carattere polemico ma è una concreta richiesta di collaborazione e di cambiamento di rotta per l'avvio di una progettualità a breve termine». Dalle questioni teoriche a quelle pratiche: la sistemazione della copertura, che è la causa unica del degrado, può essere eseguita con i mosaici ancora in loco? Quali sarebbero i tempi di realizzazione e ciò comporterebbe la chiusura della villa romana? Le domande del sindaco Bonfanti partono da una certezza: «il migliore luogo rimane quello che storicamente ne ha visto la collocazione. Ma le mie domande quando avranno risposte? » Le certezze, in realtà, sono due. Il Comune di Noto offre la sua completa disponibilità alla collaborazione con la soPrintendenza e mette a disposizione dell'ente regionale la competenza e la serietà professionale dei suoi tecnici. «Ci fidiamo della soprintendente - conclude Bonfanti - che ha a cuore il futuro del nostro territorio. Ci dica cosa dobbiamo fare». 18032014
SICILIA - Fatti, non parole, su villa del Tellaro
Riassunto in 200 parole:
Il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, ha lanciato un appello alla soPrintendenza per discutere della situazione dei mosaici del IV secolo della villa del Tellaro, che sono stati criticati per la loro condizione di insicurezza. Il sindaco ha chiesto di sapere come la soPrintendenza intende affrontare la questione e di sapere se ci saranno interventi di manutenzione straordinaria. La soPrintendenza ha confermato che i mosaici non sono conservati come dovrebbero e che occorre una manutenzione costante. Il sindaco ha anche chiesto di sapere se la soPrintendenza ha investito le somme incassate da parte del Comune per la manutenzione ordinaria.
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