Beatrice Basile è un'archeologa vera. Di quelle che sanno quanta dedizione e lavoro si cela dietro anche la più piccola scoperta, di quelle che gioiscono quando un reperto diventa un bene per tutti. Di quelle che si emozionano e si indignano. Non stupisce dunque che il tour fra i siti poco valorizzati avviato in questi giorni sulla scia delle segnalazioni, quotidiane, di turisti e residenti, abbia provocato amarezza e reazioni forti da parte della soprintendente ai Beni culturali di Siracusa. A partire dalla proposta del sindaco di Noto che ha chiesto di spostare i mosaici dalla villa del Tellaro per salvarli. «Singolare destino, quello dei mosaici della Villa Romana - dice la soprintendente Basile -. Scoperti negli anni '70, portati a Siracusa per essere restaurati e protetti, nel 2003 furono ritrasferiti, per volontà popolare, a Noto e lì, esposti al coperto nella chiesa di S. Domenico; e sempre per volere popolare, e per restituirli al contesto originario, furono rimontati all'interno della Villa, sotto l'usbergo di una nuova copertura che prendeva il posto del vecchio e brutto (ma protettivo) capannone. Adesso, ancora a gran voce, se ne reclama un nuovo pellegrinaggio e rimessaggio. In un monumento che, pur pregevolissimo, con i mosaici romani non ha proprio niente a che fare. In nessuna considerazione viene tenuto il fatto che ogni ulteriore spostamento sia una fonte di stress e di rischio per i mosaici e che, valutando a mente serena rischi e benefici, il rimedio potrebbe rivelarsi di gran lunga peggiore del male». «Che la copertura della Villa Romana, a prescindere dal suo pregio sotto il profilo formale, sia purtroppo inadeguata al compito principale che avrebbe dovuto presiedere alla sua progettazione è cosa evidente, e avrebbe dovuto esserlo fin dall'inizio. E' innegabile che l'intervento eseguito sia stato un infelice errore di valutazione commesso dalla soPrintendenza di allora. Ma è anche vero che pochi temi architettonici sono così difficili da declinare come le coperture delle aree archeologiche, apparentemente così semplici agli occhi dei non addetti ai lavori». Una certezza: «La copertura della Villa Romana è interamente da riprogettare. Ricostruire la copertura richiede un notevole impegno economico, che solo su finanziamenti europei può trovare una sponda. E' l'intendimento dell'Assessorato, che si sta attivando in tal senso: in questo come in molti altri casi». Beatrice Basile aggiunge: «Le difficoltà in cui si dibattono le Soprintendenze, in affanno dopo anni di convulsi rivolgimenti e di ripetute fratture di continuità tecnico-amministrativa, afflitte da una continua emorragia di personale, impastoiate da appesantimenti burocratici sempre più complessi, sono evidenti a chiunque si occupi di beni culturali, ed hanno certamente prodotto disfunzioni e inadeguatezze». «Ma chi, come me, vive dall'interno questo "mestiere" difficile e bellissimo, si meraviglia ancora e quasi si emoziona nel constatare come, nonostante tutto, riescano a reggere, e a far fronte, con limiti e cadute, ma con costante applicazione, alloro compito (nient'altro che la tutela dei valori di cui all'art. 9 della Costituzione; scusate se è poco!), facendo leva sulla passione, la tenacia e la creatività di tanti dei suoi funzionari. Finanziamenti a parte, il profondo rinnovamento delle tradizionali strutture su cui si impernia il sistema della tutela e della valorizzazione del nostro patrimonio, che è necessario, non può che passare attraverso lo scardinamento di molte incrostazioni; posizioni consolidate di privilegio, forme di corporativismo, burocratizzazione, gestione differenziata del personale. E' un percorso difficile, che è stato intrapreso, ma che richiede tempo. Ma, durante questo tempo, per la Villa Romana del Tellaro qualcosa si può fare, qualcosa di più utile che non sottoporre i poveri mosaici pellegrini ad un nuovo esilio: pulire, consolidare, proteggere le parti più esposte, installare dissuasori per gli invadenti visitatori alati; e poi provvedere, periodicamente, alla manutenzione ordinaria. Questo può fare, e fa, un'Amministrazione concretamente consapevole della situazione contingente e delle proprie responsabilità». 17032014
SICILIA - Nessuno tocchi i mosaici
Beatrice Basile, un'archeologa, ha espresso amarezza e indignazione per la proposta del sindaco di Noto di spostare i mosaici della Villa Romana del Tellaro per salvarli. I mosaici furono scoperti negli anni '70, portati a Siracusa per essere restaurati e protetti, e poi ritrasferiti a Noto nel 2003. Ora, alcuni turisti e residenti chiedono di spostarli nuovamente per salvarli. Basile sostiene che ogni ulteriore spostamento sarebbe una fonte di stress e di rischio per i mosaici. Inoltre, la copertura della Villa Romana è inadeguata e richiede un nuovo progetto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo