Si temevano disdette a causa del suicidio di L'Wren Scott, la compagna di Mick Jagger, ma il prossimo 22 giugno i Rolling Stones dovrebbero come previsto suonare al Circo Massimo a Roma. Una scelta voluta fortemente dal sindaco Ignazio Marino, che l'ha difesa contro le polemiche che stanno montando in queste ore. Prima delle polemiche,c'è stato un indecoroso caos burocratico: la Soprintendenza archeologica ha negato il permesso, mentre quella Comunale (non sorprendentemente ) l'ha concesso, come anche quella ai Monumenti. Infine la Direzione Generale dei Beni culturali del Lazio, ha dato disco verde. Ora, se come lascia intendere il no dell'Archeologia c'è anche una sola possibilità che le Pietre Rotolanti siano quelle del Palatino, ovviamente il concerto non si deve fare lì sotto. Ma questo è un dato di fatto misurabile e verificabile: dovrebbe esistere una tabella dei decibel che ci dica cosa è possibile e cosa non è possibile fare. Ciò detto, il problema diventa politico, e culturale. I grandi spazi monumentali italiani sono nati per ospitare grandi adunate di popolo: e per quanto possibile devono conservare questa vocazione. Che non è inconciliabile con il loro decoro. A Siena 30.000 persone si riuniscono in una piazza gotica per vedere il Palio, e la coprono inevitabilmente di rifiuti: che, però, in due ore spariscono, lasciando Piazza del Campo più ordinata di prima. Se questo a Roma non si riesce a fare non è un problema del patrimonio, ma dell'amministrazione. Semmai ci si deve chiedere se un concerto con un biglietto a 78 euro sia considerabile un evento di popolo, e non un evento commerciale riservato a una fascia sempre più ristretta: e se dunque sia giusto "privatizzare" un luogo così importante di Roma per una cosa del genere. Quando poi si apprende che suonare sotto il palazzo degli imperatori è stata la condizione posta dai Rolling Stones per includere Roma nel tour, abbiamo la conferma di essere ormai ridotti, nell'immaginario planetario, a una fantastica location: "Un set unico al mondo", come ha scritto Marino. Ed essere un set non è una bella notizia.