VERONA Le caserme dismesse sono una grande opportunità per Verona. Ne è convinto il Partito democratico, che chiede al sindaco Flavio Tosi di aprire al più presto un tavolo con il governo affinché il Comune sia coinvolto nella loro valorizzazione. Come noto il centro di Verona è disseminato di ampie caserme ma, nel processo di «spending review» in corso a Roma molte di queste sono già passate dal Ministero della Difesa al demanio civile, per la futura vendita: si va da palazzo Pianell (agli Scalzi) alla caserma Li Gobbi (corso Porta Palio), dalla caserma San Bernardino alla Busignani (in piazza Pozza, a San Zeno), fino a castel San Felice. E a queste se ne aggiungeranno altre (non la Duca di Montorio, che rientra nei piani strategici del ministero), come affermato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti in un'audizione al Senato: «Dovremo proseguire, con massima efficienza e velocità, nell'attività di dismissione degli immobili da immettere sul mercato». In totale, ha chiarito il ministro, saranno 385 le caserme da cedere in Italia. «Intere strutture e milini di metri quadri di spazi, dentro la città, cambieranno destinazione - rileva il deputato del Pd, Vincenzo D'Arienzo - Interi quartieri saranno ridisegnati. Questi spazi sono un'opportunità storica per cambiare Verona». Soprattutto, rileva il Pd, non deve accadere in città quanto è successo a Peschiera, «con la cessione di imponenti ex siti militari che non saranno del tutto a disposizione della collettività e dei turisti». È evidente che Palazzo Barbieri non potrà avere le risorse per riqualificare, in prima persona, i siti dismessi. Ma, secondo il Pd, è importante che il Comune giochi la sua parte. «Intanto è importante ch e la città conosca questi spazi - rileva Michele Bertucco, capogruppo in consiglio comunale - con delle visite dei cittadini». Secondo il Pd, andrebbero favoriti contributi e idee per «riempire» quegli immobili oggi quasi vuoti, con solo qualche militare a presidiarli. E presto non ci saranno più nemmeno loro.