Green Italia: vittoria di una potente lobby Irritato il ministro dell'ambiente: «Così no» VENEZIA - Non si meraviglia il sindaco di Venezia della sentenza del Tar, semmai è l'occasione per far valere la volontà dei Comuni su quella di chi gestisce in concessione il Porto. «L'ordinanza della Capitaneria era illegittima - chiarisce Giorgio Orsoni -. Lo sapevamo, per questo avevamo presentato un ricorso e ci aspettavamo quindi un pronunciamento di questo genere». Un commento in apparenza conciliante, in realtà il sindaco Orsoni ci andrà giù duro. Né fa sconti il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti: «Le decisioni della magistratura vanno rispettate, ma il ministero dell'Ambiente resta convinto che vada trovata una soluzione più rapida possibile per evitare che le grandi navi continuino ad attraversare gli antichi canali di Venezia». Rincara la sottosegretaria alla Cultura, Ilaria Borletti Buitoni: «Lo stop ai limiti al transito è un fatto grave per Venezia. Nel presente blocca la riduzione del traffico per il 2014 e sospende i limiti imposti dal governo per il 2015, ma è grave per il futuro di una città per la quale evidentemente non si riesce a immaginare un modello di turismo diverso da quello che la sta distruggendo, non compatibile con la specificità della città». Ma poi Borletti si augura che la mediazione del Governo Renzi possa «individuare una via d'acqua alternativa» e rimediare all'«errore di visione a monte». Il Comitato No Grandi Navi non ha perso tempo: «Vorrei portare in barchino un signor giudice del Tar a fare una bella istruttoria adeguata in canale della Giudecca», sbotta in un tweet Tommaso Cacciari, annunciando una mobilitazione in occasione della ripresa della stagione delle crociere: «Eravamo in tanti il 21 settembre, adesso diamoci tutti una mano a essere in molti di più! Vergogna. A salvare la laguna ci devono pensare i cittadini liberi». All'appello rispondono i coordinatori nazionali di Green Italia Fabio Granata e Monica Frassoni: saranno al fianco di ogni iniziativa perché «la sentenza stupisce, la tesi secondo cui i limiti imposti alla navigazione erano solo motivi "esteticì" è inconcepibile: la sconcertante vittoria di una potente lobby». «Decisione che espone ad un rischio altissimo una città unica al mondo», fa eco la co-portavoce nazionale dei Verdi Luana Zanella. In tanta riprovazione c'è però anche dell'ottimismo. Sorprendentemente, quello del sindaco Orsoni: c'è il mondo intero che guarda a Venezia, dice, e perciò auspica che i principi «siano ribaditi ponendo rimedio, ove necessario, ai vizi rilevati dal giudice amministrativo, al fine di raggiungere l'obiettivo ampiamente condiviso anche a livello internazionale». Qui finisce la parte conciliante. Perché Orsoni, poi, annuncia: «È ferma intenzione del Comune tutelare Venezia con determinazione: non siamo disponibili a delegare a nessuno la difesa, né gli organi dello Stato possono delegare ai concessionari l'attuazione di politiche decise dal governo». Le voci a favore della sentenza sono più isolate, ma ci sono. Su tutte, quella del presidente di Confindustria Venezia Matteo Zoppas: «La decisione del Tar è un primo segnale positivo del fatto che i fattori economici e occupazionali, finora sottovalutati, siano diventati parte integrante di ogni valutazione in tema di Grandi Navi - fa notare -. È un primo passo di una battaglia ancora lunga. Chi vuole porre limitazioni prima di arrivare alla cantierizzazione della via alternativa, deve essere consapevole di dover poi garantire ristoro e lavoro». «Solo degli irresponsabili possono fare il tifo per la soppressione sic et simpliciter di un intero settore dell'economia veneziana», fa eco il capogruppo dell'Udc Simone Venturini. Ma nell'Udc esistono visioni differenti: «Secondo l'ordinanza del Tar, le navi potranno scorazzare per anni - alza il sopracciglio l'ex procuratore generale di Venezia e ora consigliere Udc Ennio Fortuna -. Continueranno ad andare fino a quando non succederà qualcosa come al Giglio».