«Per salvare i mosaici della villa del Tellaro occorre spostarli». Il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, non ha dubbi: solo il trasferimento delle preziose tessere musive messe a repentaglio da una cattiva conservazione, è la maniera per evitare che si perdano del tutto. Una proposta che scatena già le prime polemiche e che riaccende i riflettori sulla gestione del patrimonio culturale. Nonostante gli sforzi profusi dalla soPrintendenza aretusea gestita da Beatrice Basile e nonostante i fondi sbloccati dall'assessorato regionale ai Beni culturali, coordinato dalla siracusana Mariarita Sgarlata, la valorizzazione e la conservazione dei tesori aretusei è al centro di contestazioni sollevate soprattutti dai turisti che, ogni giorno, si trovano davanti a siti chiusi. Da alcuni scorci del parco della Neapolis agli Ipogei di piazza Duomo, nel capoluogo, al castello Svevo di Augusta e alla fortezza di Capo Passero: sono questi alcuni dei simboli del turismo negato. A Noto, invece, si parla del rischio che i mosaici della Villa romana del Tellaro siano in pericolo a causa di infiltrazioni d'acqua e copertura non adeguata a filtrare i raggi solari. Motivi per cui il sindaco, Corrado Bonfanti, chiede alla soPrintendenza la possibilità trasferirli nuovamente a Noto: in uno spazio espositivo chiuso, in attesa che l'attuale sito di contrada Vaddeddi sia predisposto in modo adeguato alla loro tutela. La nuova sistemazione dovrebbe avvenire in tempi brevi e durare tutto il tempo necessario ad apportare le necessarie modifiche al sito originario. Bonfanti è consapevole da tempo dell'inadeguatezza della copertura, sta operando in questa direzione. E già si parla della chiesa di san Domenico, simbolo del barocco netino, da anni chiusa alla fruizione del pubblico e fino a pochi mesi addietro in condizioni talmente precarie, soprattutto per l'umidità, da fare temere per la sua solidità. Oggi invece, stando a quanto sostenuto dal primo cittadino con soddisfazione, si stanno completando i lavori di recupero coi residui della legge 433 e anche l'impianto di illuminazione è stato completato di recente. «Riteniamo non più derogabile intervenire per garantire una migliore tutela dei mosaici. Oggi - dichiara Bonfanti - la sistemazione attuale non lo assicura. I mosaici ai quali la città è particolarmente legata per il loro valore artistico unito anche a una grande capacità attrattiva, hanno bisogno di manutenzione. Sappiamo inoltre che gran parte dello stato in cui versano è dovuto alla copertura della villa che non è idonea a tutelarli dagli agenti atmosferici e dai raggi del sole». A ciò aggiungasi anche la necessità di metterli al riparo anche da possibili atti vandalici. Da qui l'idea di riportarli in città, collocandoli nella chiesa di San Domenico che li ha già ospitati in passato durante i lavori di allestimento della villa romana. isabella di bartolo Cetty Amenta 13032014