Anche in provinciatante aree sbarrate ai visitatori: dall'antica Thapsos a Priolo al castello di Capo Passero Siracusa. La lista dei siti culturali negati nel comprensorio che vanta ben due riconoscimenti Unesco è lunga. Lunghissima. Da nord a sud, la provincia aretusea è costellata da aree archeologiche, chiese, musei e monumenti chiusi al pubblico. Tesori off limits per carenza di fondi necessari a garantirne i restauri, la manutenzione, la pulizia e a volte semplicemente lo stipendio agli addetti all'apertura dei cancelli. Basta fare una passeggiata nel capoluogo che - come ha ricordato domenica lo stesso sindaco a Barbara D'Urso - è la quarta città darte d'Italia dopo Roma, Venezia e Firenze. A partire dal parco ARCHEOLOGICo della Neapolis che è la meta per antonomasia dei turisti in città. Ai visitatori, tuttavia, è permesso di ammirare solo una piccola parte delle meraviglie che l'area archeologica custodisce. La Neapolis, infatti, non è soltanto il Teatro greco e l'Orecchio di Dioniso. Poco distante da quest'ultimo monumento così chiamato da Caravaggio che visitandolo volle immaginare il tiranno intento ad ascoltare l'eco degli schiavi, si trova un'altra cavità: è la Grotta dei Cordari chiusa dal 1981 per ragioni di sicurezza. Qui gli artigiani aretusei lavoravano la canapa sfruttando l'umidità del luogo fino a poco più di 30 anni fa. Ragioni di sicurezza impediscono anche la visita alla Grotta del salnitro il cui accesso è impedito da un enorme masso. Visite negate anche nel suggestivo percorso tra gli agrumeti antichi dell'area di Neapolis così come alle Latomie dell'Intagliata e dell'Intagliatella. Non è possibile accedere neppure alla zona in cui troneggia l'Ara di Ierone, sulla quale si immolavano centinaia di buoi alla volta per ingraziarsi gli dei, così come ad alcune aree dell'Anfiteatro romano. Basti pensare che solo qualche domenica fa, in occasione della giornata internazionale delle guide turistiche, per la prima volta dopo 35 anni sono stati resi fruibili alcuni percorsi grazie all'impegno della Soprintendenza e delle guide turistiche aretusee che, dopo la pulizia straordinaria dell'area da parte degli operai dell'Azienda forestale, hanno aperto gratis l'Anfiteatro a turisti e siracusani. Solo per due giorni però. Oltre la Neapolis, è chiuso per lavori di riallestimento il museo ARCHEOLOGICo "Paolo Orsi" che dovrebbe aprire, almeno in parte, a Pasqua per venire incontro alle proteste dei visitatori. Porte chiuse anche al Castello Maniace per la seconda tranche delle operazioni di restauro e consolidamento. Visite negate all'Ipogeo di piazza Duomo inaugurato pochi anni fa e poi dimenticato per carenza di fondi utili a riparare gli impianti di riscaldamento. La lista si allunga guardando il triste scenario delle chiese monumentali: dalla chiesa dei Gesuiti a quelle di San Cristoforo e Spirito Santo, solo per citarne alcune. Fuori città, non è possibile ammirare i resti dell'antica Thapsos, a Priolo, tanto che per garantirne la fruizione è adesso sceso il campo il Comune con la Soprintendenza e alcune aziende del petrolchimico. Occorre invece una prenotazione per visitare invece l'area dei Santoni di Palazzolo Acreide così come la zona di Eloro, in territorio di Noto. Ad Avola, si possono scorgere solo attraverso le cancellate che li recingono, i resti della villa romana che custodisce mosaici di grande valore. Mentre i cittadini di Augusta attendono da sempre l'apertura del Castello Svevo che, ad eccezione di qualche manifestazione nel cortile, non è mai stato fruibile. Inaugurato dopo un primo restauro e oggi chiuso anche il castello di Brucoli. Nella zona iblea, che vanta il riconoscimento Unesco per la presenza di Pantalica è chiuso al pubblico il sito ARCHEOLOGICo di Castel di Lega, delle contrade Campanino e San Martino, l'area archeologica Vallone e tutta l'area del Torrente Cava Grande. Nello scorcio più a sud dell'Isola, dopo l'inaugurazione del 2009 e la breve apertura del 2012, non si ha più notizia della fruizione del castello dell'Isola di Capo Passero, a Portopalo. Infine, tornando a Siracusa, è chiuso da oltre mezzo secolo il Teatro comunale di Ortigia. Un simbolo del patrimonio culturale calpestato dalla mala-gestio di sprechi milionari e occasioni perdute che offendono davvero i siracusani. E non soltanto. 11032014
SICILIA - I tesori negati. La lunga lista dei beni non fruibili: alla faccia del turismo
La provincia di Siracusa è caratterizzata da una lunga lista di siti culturali chiusi al pubblico a causa di carenza di fondi per restauri, manutenzione e pulizia. Tra i siti chiusi ci sono l'antica Thapsos, il castello di Capo Passero, la Grotta dei Cordari, la Grotta del salnitro, l'Anfiteatro romano, il museo "Paolo Orsi", il Castello Maniace, l'Ipogeo di piazza Duomo, diverse chiese monumentali e altri siti archeologici. Alcuni siti, come l'Anfiteatro romano, sono stati aperti per brevi periodi per la pulizia e la manutenzione, ma sono stati chiusi nuovamente.
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