UNA doccia fredda, ma non inaspettata. La notizia della bocciatura del progetto dell'ascensore di cristallo per salire sul Duomo arriva quando ormai i tempi tecnici per far partire la gara d'appalto e il cantiere sono quasi scaduti. Come anticipato da Repubblica ieri, il no della Direzione regionale ai Beni culturali e delle Sovrintendenze ai Beni archeologici e ai Beni architettonici di Milano è la pietra tombale sul traliccio metallico alto 70 metri che si arrampica lungo la cattedrale dalla parte della Rinascente. «Siamo sereni, quel che potevamo fare l'abbiamo fatto, seguendo tutte le procedure con correttezza», commenta a denti stretti Gianni Baratta, l'unico fra i dirigenti della Veneranda Fabbrica al quale si riescono a scucire due parole. Non erano in molti, i realtà, fra i capi della Fabbrica a nutrire ancora aspettative sulla possibilità di riuscire a far partire l'operazione, che sarebbe costata oltre 4 milioni di euro ma ne avrebbe fatti incassare al Duomo e agli sponsor abbastanza da risarcire l'investimento. «Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale continua Baratta . Non ho alcuna idea se ora ci sia un margine per avere un via libera. Comunque, tutto quel che potevamo fare l'abbiamo fatto, forse anche più di quel che era possibile. Abbiamo preso sul serio l'impegno di Expo. Se le istituzioni hanno deciso diversamente, quando ci saranno code in piazza Duomo, chiederemo conto a chi oggi ci ha detto no». Nessuno sembra dispiaciuto per la bocciatura del piano della Fabbrica. La Curia e il cardinale Angelo Scola non commentano. Dopo i primi pareri negativi al progetto originario (che prevedeva l'ascensore sul lato di Palazzo Reale), lo schema era stato rifatto e inoltrato al Comune. Ma oggi l'assessore alla Cultura, Filippo De Corno, allarga le braccia: «Il nuovo ascensore era un'idea affascinante ma come tutte le ipotesi grandiose, si tratta poi di verificare la fattibilità. E se la Sovrintendenza dice no, credo che abbia fatto le sue valutazioni. Non è una questione che tocca a noi dirimere, tocca alla Fabbrica trovare il modo. E per la questione code, magari si potrà potenziare l'impianto esistente ». Marco Parini, presidente della sezione milanese di Italia Nostra, non nasconde la sua soddisfazione: «Siamo in completa sintonia con la sovrintendenza e la direzione regionale. L'ascensore non è compatibile con le caratteristiche dell'edificio e la sua armonia. Fortunatamente è stato bloccato». Anche Costanza Pratesi, del Fai nazionale, plaude: «L'impatto del progetto era preoccupante. Siamo molto contenti che non si faccia più: crediamo nell'innovazione, ma anche nel rispetto della qualità della piazza e del monumento ».
MILANO - Duomo, la Fabbrica si arrende "Peccato, era un'opportunità"
La Direzione regionale dei Beni culturali e delle Sovrintendenze ha bocciato il progetto di costruzione di un ascensore di cristallo sul Duomo di Milano. Il progetto, che avrebbe costato oltre 4 milioni di euro, era stato presentato dalla Veneranda Fabbrica del Duomo e aveva suscitato aspettative tra i realtà locali. Tuttavia, la Sovrintendenza ha espresso preoccupazioni sulla fattibilità del progetto e ha deciso di bloccarlo. La decisione è stata accolta con soddisfazione da alcune organizzazioni, come Italia Nostra e Fai nazionale, che hanno espresso preoccupazioni sull'impatto del progetto sulla piazza e sul monumento.
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