Primo giorno in cattedrale: cartelli e file. Ma non c'è ancora l'area riservata alla preghiera LUCCA Per entrare nella cattedrale di San Martino, Duomo di Lucca, da ieri si paga. «Ma non chiamatelo ticket dice l'arcivescovo Italo Benvenuto Castellani quanto piuttosto contributo». Già, perché le risorse per la manutenzione scarseggiano e se si vuole salvaguardare questo patrimonio artistico e religioso di immenso valore, in qualche modo occorre arrangiarsi. Nonostante le indicazioni di Papa Francesco invitino a lasciar libero l'accesso alle chiese. Sono esentati i fedeli durante l'orario della messa e i residenti di tutto il territorio provinciale, oltre ai ragazzi sotto i 14 anni, mentre gli altri devono metter mano al portafoglio: tre euro per visitare cattedrale e sacrestia; sette euro per l'accesso a cinque spazi (cattedrale e sacrestia; museo; chiesa di San Giovanni; scavi archeologici e campanile); cinque euro per vedere due spazi (cattedrale e museo o cattedrale e San Giovanni). Per le famiglie fino a 5 persone, riduzione all inclusive a 20 euro; per i gruppi oltre i 15 componenti, sconti di 2 euro a testa. Una decisione a lungo meditata, chiariscono l'arcivescovo e i vertici dell'Ente cattedrale (il Duomo, rispetto alle altre chiese lucchesi regolamentate dalla diocesi, è dotato di organismi autonomi); in effetti se ne discuteva da mesi. Finora si pagava solo per accedere al museo della cattedrale collocato in un edificio adiacente al duomo, e al sarcofago di Ilaria Del Carretto. Oggi la Cei destina alla diocesi lucchese (362 parrocchie) circa 350 mila euro annui provenienti dall'8 per mille: pochi, per garantire una adeguata manutenzione. Per il resto, ci sono contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e le offerte dei fedeli, che comunque non bastano per accudire il patrimonio ecclesiastico. Da qua il cambio di strategia: le previsioni sono quelle di incassare almeno un milione di euro all'anno, da cui andranno poi tolte le spese, stimate in circa 500 mila euro, in primis quelle del personale. Già, perché la «rivoluzione» porta in dote anche otto nuovi posti di lavoro. All'alba di ieri sono spuntati due cartelli con tanto di tariffario e una scritta piccola che conferma il via libera ai residenti. I turisti arrivano, guardano incuriositi e stupiti il cartello bilingue (italiano e inglese) per la parola «biglietto» e trilingue (con l'aggiunta del francese) per la parola «ingresso», ma pochissimi tornano indietro. I più, scelgono di entrare, incanalati verso il portone di sinistra della cattedrale dove ad attenderli ci sono due addette pronte a staccare il ticket. Proviamo a entrare anche noi: dichiariamo (ed è la verità) la nostra lucchesità, ma ci viene chiesto un documento. Nei giorni scorsi la Curia aveva fatto intendere che si sarebbe andati sulla fiducia. Dentro, non c'è traccia dell'area riservata alla preghiera (annunciata dalla Curia) che dovrebbe essere accessibile gratuitamente a chiunque e a qualsiasi ora. Insomma, il meccanismo all'interno ha ancora bisogno di essere oliato. La sorveglianza, invece funziona: davanti alla porta riservata all'uscita di fedeli e turisti, un addetto controlla che nessuno entri. E i lucchesi? Non sembrano molto convinti della innovazione e temono contraccolpi. A lamentarsi sono soprattutto le guide turistiche: spiegano che l'entrata in vigore del contributo senza preavviso rischia di dare adito a polemiche da parte di chi ha già prenotato un tour con contratto stipulato e ora si vede aggiungere un costo imprevisto.
Lucca. Duomo a pagamento, per i turisti
La cattedrale di San Martino a Lucca, in Toscana, ha introdotto un contributo per l'accesso, che varia a seconda dell'età e del tipo di visitatore. I fedeli residenti e i bambini sotto i 14 anni sono esenti, mentre gli altri devono pagare 3-7 euro. Le famiglie possono pagare 20 euro, mentre i gruppi possono ottenere sconti. La decisione è stata presa dopo mesi di discussione e si prevede di incassare almeno 1 milione di euro all'anno. L'arcivescovo Italo Benvenuto Castellani ha spiegato che le risorse per la manutenzione sono scarse e che il contributo è necessario per salvaguardare il patrimonio artistico e religioso.
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