BOLZANO Il Club alpino italiano si oppone allo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio e scrive al presidente del Consiglio Mattero Renzi per chiedergli un impegno contro il nuovo assetto organizzativo dell'area naturalistica a cavallo fra Trentino, Alto Adige e Lombardia. Oggetto delle critiche del Cai è la riorganizzazione del Parco prevista dalla Legge 147 del 27 dicembre 2013 in discussione nella Commissione dei Dodici, che suddividerebbe l'area in tre entità distinte, gestite rispettivamente dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dalla Provincia Autonoma di Trento e dalla Regione Lombardia. Nella sua lettera a Renzi il presidente Martini esprime «grande preoccupazione per il possibile smembramento del Parco», voluto, come ricorda il presidente generale, fin dai primi decenni del Novecento da Cai e Touring Club italiano, e istituito nel 1935. «Al Parco Nazionale dello Stelvio appartengono parti importanti dei territori delle Province di Trento, Bolzano, Sondrio e Brescia continua Umberto Martini e la gestione comune ha consolidato l'integrazione tra le diversità culturali, linguistiche e geografiche che l'eventuale frammentazione gestionale farebbe inevitabilmente arretrare nell'affermazione localistica. L'unitarietà gestionale è uno dei principi cardine della Legge quadro sulle aree protette e il venir meno di questa caratteristica creerebbe ulteriori problemi di coordinamento con le Aree protette confinanti» prosegue Martini. «Nei provvedimenti attuativi si cancellano sia l'Ente che garantisce la gestione unitaria del Parco, sia lo strumento di coordinamento generale, il Piano Territoriale». La lettera si conclude con l'invito al premier da parte degli oltre 300.000 soci del Cai che «Le chiedono di riconsiderare i contenuti dei provvedimenti in corso di attuazione al fine di tutelare l'integrità di questo patrimonio nazionale e di ridare impulso alla sua gestione unitaria». Sullo stesso argomento una settimana fa sette associazioni di protezione ambientale attive in Trentino (Cipra Italia, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Pan - Eppaa e Wwf) avevano scritto ai tre candidati alla segreteria provinciale del Partito democratico del Trentino. «Ad oggi non è giunta alcuna risposta da Filippi, Robol e Scalfi» denunciano gli autori della lettera.