ASOLO L'uragano Vittorio Sgarbi si abbatte sulla rocca. «Sto valutando le proposte che mi sono arrivate, potrei candidarmi sindaco per riportare Asolo agli antichi splendori», dice il critico d'arte originario di Ferrara. A sostenere la sua candidatura un gruppo civico, guidato da Attilio Zamperoni, già direttore artistico dell'Asolo Art Film Festival, evento oggi fermo a causa della mancanza di finanziamenti pubblici. «Siamo sicuri che la sua figura può servire alla città», spiega. La decisione non è ancora presa: lo storico dell'arte infatti ha avuto decine di proposte da parte di altrettanti Comuni, al momento la città dai Cento Orizzonti se la gioca con Urbino. Il momento chiave per sciogliere le riserve è già fissato: il 19 marzo alle 20.30 sarà al Teatro Duse per presentare il suo ultimo libro «Il tesoro d'Italia: la lunga avventura dell'arte». Entra così nel vivo la campagna elettorale nella città che fu della Regina Cornaro, di Eleonora Duse, di Freya Stark e di Robert Browning. Una lotta per la poltrona di primo cittadino che, stando alle indiscrezioni di queste ore, dovrebbe essere molto combattuta: ci sarebbero almeno sette, otto liste pronte a guerreggiare in un Comune da meno di diecimila abitanti, dove il sindaco uscente, Loredana Baldisser, ha già dichiarato di non volersi ripresentare. «Ci voleva una scossa, per questo abbiamo pensato a Sgarbi», sorride Zamperoni. Il polemista, noto anche per l'esperienza da sindaco a Salemi («Prima dello scioglimento per mafia, vennero turisti persino dalla Cambogia e dal Canada», si vanta) è sicuro di poter fare la differenza. «Occorre rispolverare questa città assoluta e universale, le serve un sindaco che se la porti dovunque vada», dice. «Recentemente, ne parlavo con alcune persone che dicevano di non conoscerla. Ciò non può più accadere». Poi fioccano i ricordi, da Carlo Bernini, col quale Sgarbi organizzò una mostra a Castelfranco nel 1978, all'evento del 1980 ad Asolo coi maggiori artisti italiani. «Che ne è stato di quella fama?», si chiede il critico, che peraltro era intervenuto anche contro il Piano urbanistico dell'amministrazione, accusata da un gruppo di cittadini di voler cementificare angoli di paesaggio incontaminato. «Pensi, io neppure conosco l'attuale sindaco. È una prova chiara del suo non essersi distinta per attivismo». Parole e dichiarazioni che però al momento rimangono tali. «Devo decidere tra Asolo e Urbino, ho ridotto a queste due città le candidature che mi erano state proposte da mezza Italia. Di certo, questo Comune ha bisogno di un sindaco "pesante", dalla grande personalità, per riportarlo ai fasti andati».