L' Ente Parco Delta del Po sta vivendo un suo momento di «gloria internazionale». Giovedì la Commissione Ambiente della Comunità Europea ha invitato tale Ente in Estonia, perchè illustri l'inedito accordo realizzato con i proprietari delle Valli da pesca, per la cogestione delle stesse, primo caso in Europa. Ancor più importante è il fatto che domani, a Parigi, vi sarà la riunione preliminare per il riconoscimento del Parco come patrimonio Unesco dell'Umanità. L'istruttoria dovrebbe concludersi a maggio con un primo pronunciamento e, se positivo, a luglio in Svezia vi sarà l'ufficializzazione dell'ambito riconoscimento. Speriamo che tutto vada per il meglio e che si sappia opportunamente valorizzare e pubblicizzare ciò, anche per gli importanti effetti sulle attività turistiche e quelle connesse per il Delta. Peraltro, va rammentato che la legge istitutiva (L.R. 361997) stabilisce che il consiglio dell'Ente Parco è nominato dal presidente della giunta regionale ed è composto dal sindaco dei vari comuni o da un suo delegato, da un assessore per ogni comune, dal presidente della provincia o da un suo delegato, dall'assessore della provincia e da quattro componenti nominati dal presidente della giunta regionale. Il consiglio dura in carica quattro anni e se durante tale periodo alcuni componenti decadono per il venir meno della rispettiva qualifica, «vengono sostituiti con le stesse modalità con cui sono stati nominati e restano in carica sino alla nomina dei successori. I componenti del consiglio nominati in sostituzione, durano in carica sino alla scadenza del consiglio del Parco» (art. 17 L.R.) Essendo stato l'attuale consiglio nominato dal presidente della giunta regionale il 24 novembre 2010, nell'autunno prossimo dovrà essere integralmente rinnovato. E' piuttosto difficile «targare» politicamente ciascuno dei 24 componenti del consiglio in carica: a rigore, il centrodestra (di cui fa parte il presidente Gennari) dovrebbe avere 12 rappresentanti su 24. Però - circostanza a mio avviso positiva - all'interno di tale consiglio, i componenti si sono un po' «spoliticizzati» ed hanno sovente operato in sinergia, rimanendo superflue le etichettature politiche. Certo è che a primavera prossima vi saranno le elezioni comunali di Papozze, Corbola, Ariano Polesine, Porto Viro e Loreo, tutti comuni (tranne Porto Viro) con sindaci uscenti che hanno già fatto due mandati e non sono quindi ricandidabili. Quale sarà il risultato e cosa ne conseguirà all'interno dell'Ente Parco? L'incertezza aumenta se si considera la discussione in corso sul possibile commissariamento delle province che, ovviamente, dispiegherebbe i suoi effetti anche sulla presenza nel consiglio dei due componenti. Se, quindi, il futuro dell'Ente Parco si prospetta «roseo», il suo organigramma gestionale si avvia verso una fase un po' di «oscurità».