VENEZIA «La Peggy Guggenheim collection è uno dei musei più importanti della città, costituisce una delle offerte culturali più complete che esistono a Venezia», dice il sindaco Giorgio Orsoni. «Perderla, la riterrei una ferita gravissima», aggiunge Marino Zorzato, il vicepresidente della Regione Veneto e assessore alle politiche culturali. «Un'eccellenza nel mondo della museografia, un punto di riferimento», interviene la direttore della Fondazione Musei civici di Venezia Gabriella Belli. Una querelle giuridica sta rischiando di fare perdere a Venezia la Peggy Guggenheim e la città fa fronte comune. Alcuni dei figli di Pegeen, Nicolas e David Helion e Sandro Rumney durante una visita a Venezia, nel corso della Biennale 2013 avrebbero infatti notato nella gestione scelte poco rispettose delle volontà della nonna. Il risultato è che nella loro ennesima richiesta di chiarimento giuridico (un primo step era già stato concluso nel 1994, a favore della Fondazione) c'è la revoca del lascito, nel caso in cui le loro istanze fossero confermate. «Non conosco i termini del testamento, ma quel che è certo è che a guardarla dall'esterno la Fondazione è gestita in modo straordinario, quindi trovo difficile che ci siano reali motivi di lagnanza se non singoli appigli formali che celano invece interessi economici da parte dei nipoti dice Giorgio Orsoni . Spero che questa querelle giuridica finisca come quella del 1994». La prima udienza per la Fondazione e per i nipoti sarà il 21 maggio prossimo, ma anche solo l'idea preoccupa tutti. «Non ritengo immaginabile per Venezia l'ipotesi di perdere un museo di questo valore», interviene il vicepresidente della Regione Zorzato. «La Peggy Guggenheim è una grande risorsa per la città aggiunge il presidente dell'Ateneo Veneto Guido Zucconi di musei di arte contemporanea di questo livello ne esistono pochi anche in Italia, è una delle eccellenze di questo paese. Perderla? Impossibile». Un patrimonio cittadino, ma anche un esempio da seguire: una gestione oculata e ben pianificata che a Venezia ha lasciato il segno. Lo sottolinea Gabriella Belli, direttore della Fondazione Musei civici di Venezia: «E' una grande ricchezza culturale della città e dell'Italia che tutto il mondo ci invidia rimanga dove sta. La conduzione di Philip Rylands è un punto di eccellenza che non può essere messo in discussione».