Porto Cesareo, gli enti e i privati ancora fermi LECCE Il circolo Legambiente di Porto Cesareo ha già le chiavi dell'antica Torre di San Tommaso, dove sta allestendo il Museo del mare, un ambizioso progetto culturale incardinato sulla storia della pesca cesarina. Peccato che, ad oggi, alle richieste di sostegno finanziario nessuna azienda locale abbia dato risposte che gli ambientalisti ritengono soddisfacenti, tranne una, la tedesca Porsche che gestisce la pista di collaudò salentina «Nardò Technical Center». L'avvocato Luigi Aquaro, coordinatore locale dell'associazione del Cigno verde, non usa perifrasi: «Da noi, forse, fanno più presa le sagre paesane rispetto ai progetti culturali. I tedeschi hanno risposto nel giro di quindici giorni deliberando, per il momento, un contributo di 3mila euro. Sono stati rapidi e ci hanno dato fiducia solamente leggendo le nostre carte. Per il resto solo promesse e un piccolo contributo della Banca di Credito Cooperativo. Agli enti come il Comune, la Provincia di Lecce, la Regione Puglia, la Camera di commercio, diamo il tempo necessario per sviluppare le pratiche, quello imposto dalla burocrazia. Ora, però, lanciamo un appello al territorio perché ci sostenga in questo impegno di alto contenuto culturale». Mino Buccolieri, presidente del Coordinamento delle associazioni ambientaliste di Porto Cesareo, fornisce l'elenco delle realtà economiche che, al momento, non hanno scucito ancora un soldo. «Dallo stabilimento balneare Bacino Grande e dalla Darsena Rivera di Ponente, per ora, abbiamo ricevuto delle promesse di contributo», afferma l'ambientalista. Nell'antico avamposto costiero del '500 che svetta sul litorale di Torre Lapillo, Legambiente vuole raccontare la storia della piccola pesca di Porto Cesareo. Una realtà ormai sfumata su cui grava la minaccia dell'estinzione. Ma nell'intero pian terreno della torre d'avvistamento troverà spazio una preziosa raccolta di circa 3000 conchiglie provenienti dal mare di Porto Cesareo, dal Mediterraneo e dagli oceani. Un piccolo tesoro donato dal collezionista Alberto Barbacovi, frutto di un quarantennio di ricerche durante le quali ha scambiato esemplari con il naturalista Pietro Parenzan. «Per il momento, la Porsche ha risposto concretamente alle nostre richieste - osserva Luigi Aquaro - e non è escluso che altri finanziamenti possano arrivare in seguito da parte di una grande azienda straniera lesta nel dimostrare di credere nella cultura e nella valorizzazione del nostro territorio. Ora stiamo a vedere cosa accadrà nel prossimo futuro perché noi siamo determinati ad inaugurare il museo entro l'estate prossima». «Abbiamo - conclude Aquaro - una sede prestigiosa che sapremo riempire di contenuti con il nostro lavoro di volontari. Ad enti e operatori economici del territorio chiediamo di fare la loro parte».
Porto Cesareo. Soldi al Museo del mare, ha aderito solo la Porsche
Il circolo Legambiente di Porto Cesareo sta allestendo un museo del mare nella Torre di San Tommaso. Tuttavia, le richieste di sostegno finanziario non sono state soddisfatte da alcune aziende locali, tranne che dalla tedesca Porsche, che ha risposto con un contributo di 3mila euro. Gli ambientalisti chiedono aiuto al territorio per sostenere il progetto. L'elenco delle realtà economiche che non hanno ancora scucito un soldo è stato fornito dal presidente del Coordinamento delle associazioni ambientaliste di Porto Cesareo. Il museo vuole raccontare la storia della piccola pesca di Porto Cesareo e raccogliere conchiglie provenienti dal mare.
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