La Soprintendenza: rischi elevati e imprevedibili di atti vandalici Rischio «atti vandalici». Allarme per il palco da 40 metri e per quattro torri alte sedici. E pesa ancora il ricordo dei «gravi danni» del passato, con strascichi «anche di natura economica a carico di istituzioni pubbliche». Per questo la Soprintendenza ai Beni archeologici ha detto no all'uso del Circo Massimo per il concertone dei Rolling Stones del 22 aprile (a firmare il via libera la dirigente dello stesso Ministero per i Beni culturali, Federica Galloni). Marino: «I Rolling al Circo Massimo? Un sogno dal primo giorno della mia elezione» Parere negativo. Anzi no, parere positivo, dunque via libera: tutto firmato Ministero dei beni culturali, entità non nuova a contraddire se stessa. Sul concerto della leggendaria rockband Rolling Stones al Circo Massimo il prossimo 22 giugno (78 euro a biglietto, prevendite da venerdì) lo scontro di pareri e di visioni c'è stato eccome: interno al Ministero (Soprintendenza archeologica di Roma versus Direzione regionale Lazio) e tra la stessa Archeologica di Roma e il Campidoglio, anche se poi ieri sia il sindaco Ignazio Marino, sia il responsabile Progetti speciali del suo Gabinetto Maurizio Pucci hanno provato a minimizzare quanto era uscito il giorno prima sui giornali. «Un sogno che avevo dal primo giorno della mia elezione: i Rolling Stones suoneranno nella straordinaria cornice del Circo Massimo», ha detto un entusiasta Marino ricordando poi che a Capodanno, nell'area, pur con centomila persone nulla è successo (ma se succedesse qualcosa? La Soprintendenza ha detto che ritiene responsabile il Comune). «Con questo evento ha dichiarato ancora il sindaco vogliamo trasformare il Circo Massimo in un luogo di riferimento per i grandi eventi culturali». «Non c'e' stato nessun tipo di polemica o scontro tra Soprintendenze ha negato Pucci la Soprintendenza statale per i Beni archeologici di Roma non dà mai parere favorevole per eventi al Circo Massimo, non lo ha fatto neanche per Lady Gaga, per la festa della Roma né per Capodanno e neanche per i Rolling Stones , ma stavolta ha sottolineato un giudizio molto positivo sulle risultanze che un evento del genere può avere sulla città a livello sia turistico che di conoscenza dei monumenti». Beh, insomma: il documento della Soprintendenza archeologica (da questa comunque dipenderebbe, in primis, l'ipotetica trasformazione annunciata del Circo in «luogo di riferimento per grandi eventi culturali»), che qui di seguito si riporta in ampia sintesi, dice anche altro, a parte le righe finali in cui prendendo atto di giudizi altrui espressi a un tavolo tecnico e in vista di un via libera non suo riconosce all'evento una «eccezionalità» (sono archeologi, dunque latinisti), «unicità» e «ricaduta positiva» quanto a «immagine» e «richiamo turistico». All'ok al concerto, come già spiegato sul Corriere ieri, si è infatti giunti solo grazie alla firma di Federica Galloni, direttore regionale del Mibac, firma che ribaltava il niet della Soprintendenza archeologica. Il sì della Galloni è giunto anche grazie a pareri positivi della Soprintendenza ai beni architettonici, già diretta dalla stessa Galloni e che ha competenza sul Circo per la parte paesaggistica, e della Sovrintendenza capitolina (dipendente da Marino e che difficilmente avrebbe detto no al «sogno» del sindaco). Eccolo il documento, di fuoco, della Soprintendenza archeologica di Stato, 7 marzo, integralmente diffuso (non solo le tre righe utilizzate dai pro-concertone) ieri pomeriggio da una seccata Maria Rosaria Barbera, che quell'istituzione guida: «Questo ufficio non ritiene opportuna l'individuazione del Circo Massimo per il concerto in quanto i rischi per la conservazione del patrimonio archeologico sono non solo elevati, ma anche difficilmente prevedibili». Si tuona poi contro «l'imponente invasività degli allestimenti» e il «venir meno, per un periodo di alta affluenza turistica, della piena visibilità e godibilità di monumenti archeologici di rilevantissima importanza». C'è anche l'allarme per «l'installazione di un palco di metri 40 x 22 per un'altezza superiore a 20 metri, di 37 gazebo e 4 torri alte 16 metri». E sulle 60 mila persone previste: «Preoccupa che una tale concentrazione possa dar luogo ad atti vandalici e movimenti incontrollabili di persone verso i monumenti emergenti». Si ricordano infine i «gravi danni» già inferti al Circo «non solo per la celebrazione dello scudetto della Roma, e che hanno provocato spiacevoli strascichi anche di natura economica a carico di istituzioni pubbliche». Dalla parte di Barbera si sono schierate le principali associazioni dedite alla tutela: perché, la domanda, non l'Olimpico o Tor Vergata?
Roma. Stones, concerto con polemiche
La Soprintendenza ai Beni archeologici di Roma ha espresso un parere negativo all'uso del Circo Massimo per il concerto dei Rolling Stones il 22 aprile. Il palco da 40 metri e le quattro torri alte 16 metri rappresentano un rischio elevato per la conservazione del patrimonio archeologico. La Soprintendenza preoccupa l'imponente invasività degli allestimenti e il venir meno della piena visibilità e godibilità dei monumenti archeologici. Inoltre, si allarma per l'installazione di un palco e la presenza di 60 mila persone, che potrebbero dar luogo ad atti vandalici. La Soprintendenza ha anche ricordato i gravi danni già inferti al Circo Massimo in passato.
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