«Il ministro è a conoscenza della gravità della situazione? E cosa pensa di fare per assicurare la piena operatività degli istituti archivistici?». Potrebbe essere sintetizzata così, l'interrogazione urgente che l'on. Franco Tolotti ha indirizzato al ministro per i Beni e le Attività culturali, Giuliano Urbani, affinché possa essere discussa in Commissione Finanze (organismo competente a causa dei tagli di spesa apportati) durante il «question time» della prossima settimana. Il deputato diessino (nonché consigliere comunale in Loggia) ha, infatti, potuto rendersi conto - per il tramite della direttrice, Luisa Bezzi - dei problemi che investono l'Archivio di Stato di Brescia (al pari di altri istituti omologhi). E prese carta e penna (o meglio, acceso il computer...) si è rivolto all'esponente del Governo Berlusconi per sollecitarlo ad intervenire. «È nota a tutti - scrive l'on. Tolotti - la gravissima situazione in cui versano la tutela e la gestione del nostro patrimonio archivistico, a motivo dei progressivi e insostenibili tagli ai fondi di bilancio assegnati. Il quadro già difficile è stato ulteriormente aggravato - secondo il parlamentare diessino - dalla Legge Finanziaria 2003, che, all'art. 24, in materia di acquisto di beni e servizi, obbliga gli enti pubblici istituzionali ad utilizzare le convenzioni quadro definite dalla Consip Spa». Nei fatti, osserva Tolotti, le condizioni di queste ultime «risultano assai più onerose di quelle offerte dai fornitori locali ed impegnano per quattro anni finanziari». E «a fronte di accrediti dal Ministero già insufficienti per l'anno 2002, per cui non è infrequente l'utilizzo di fondi di competenza 2003 per saldare fatture relative all'anno precedente, anche le somme stanziate per il 2003 appaiono largamente inadeguate a far fronte alle spese di gestione ordinaria degli istituti». Non solo: «I piani di spesa riferiti al 2003 non sono pervenuti o perverranno con ritardo». L'on. Franco Tolotti, a questo punto, chiede «se il ministro sia a conoscenza della gravità della situazione; quali provvedimenti intenda assumere per reperire le risorse necessarie ad assicurare piena operatività agli istituti archivistici; se, in particolare, non ritenga opportuno assumere provvedimenti utili ad abolire l'obbligo di ricorrere alla società Consip per l'acquisto di beni e servizi, dal momento che, contrariamente all'obiettivo prefissato, questo obbligo, oltre a comportare tempi operativi più lunghi, produce non risparmi, ma maggiori costi; se ritenga di autorizzare gli istituti che hanno già stipulato con la Consip (con i maggiori oneri che ciò comporta) ad utilizzare parte dei proventi derivanti dalla quota Lotto, di norma destinata alle nuove sedi, alla manutenzione ordinaria delle sedi esistenti».