La nuova legge «abilita» gli operatori stranieri NAPOLI - Il patrimonio archeologico campano tra poco lo gestiranno gli stranieri togliendo lavoro e possibilità di sviluppo a chi in quei luoghi vive. E la legge 972013 che a breve entrerà in vigore è solo il primo passo verso la cessione della nostra arte agli altri Paesi. Emessa sul principio della libera circolazione delle professioni in Europa, la norma concede la possibilità per guide e accompagnatori stranieri, in particolare tedeschi, di esercitare la professione anche in Italia pur senza la preparazione e le regole richieste alle guide italiane. «In pratica - spiega Antonio Irlando, presidente dell'Osservatorio Patrimonio culturale - ci costringono a regalare i nostri beni più preziosi a chi non ne ha mai avuti. Non vorrei che questa grande attenzione mediatica internazionale su Pompei non nascondesse altri interessi. Tra l'altro le guide rappresentano per gli Scavi l'avanguardia contro il degrado e le sentinelle capaci di prevenire i crolli». Ieri la protesta ha visto il presidio dei tre ingressi degli Scavi ma senza creare particolari disservizi ai turisti in visita. E si è conclusa, in tarda mattinata, con uno «slogan-mob» con centinaia di operatori che hanno sollevato i cartelloni e le bandiere e hanno urlato più volte, tutti insieme: «Guida Locale Orgoglio Nazionale». Poi, guide turistiche e accompagnatori, hanno sfilato in piazza e inscenato un gigantesco girotondo. Il coordinatore regionale delle guide turistiche della Usae, Tsao Cevoli, ha sottolineato che «la legge 972013 e l'assessorato regionale stanno violando un dpr che è di livello superiore e nel quale viene stabilito che nei siti Unesco è necessaria una abilitazione specifica. E Pompei è uno di quei siti». La protesta, già prevista, è esplosa ieri mattina dopo che un gruppo di turisti tedeschi, è entrato negli Scavi accompagnato da una guida, anche'essa tedesca. «Ovviamente abusiva - hanno spiegato i manifestanti - e ciò, purtroppo avviene di frequente. I paesi europei inviano tante guide abusive che nessuno controlla. Le multinazionali americane con sede in Europa manderanno i propri operatori giapponesi, coreani, americani, privi di preparazione a toglierci il posto».