Scontro di poteri sul concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo. La notizia, anticipata giovedì dal Corriere della Sera, poi rilanciata da varie agenzie di stampa, sarà confermata dal sindaco Ignazio Marino oggi in una conferenza. Ma. C'è un ma. L'idea di un'enorme folla (come ai tempi dell'ultimo scudetto della Roma) nel sito monumentale ha fatto dire un no secco alla Soprintendenza per i Beni archeologici. La firma per l'autorizzazione l'ha messa però Federica Galloni, il direttore regionale del ministero. Dunque uno scontro tutto interno allo Stato (Ministero per i beni culturali) tra l'organo massimo di tutela dei beni archeologici, e un direttore regionale del Ministero che solo pochi giorni fa, proprio in Campidoglio, era stata più volte e apertamente ringraziata dallo stesso sindaco Marino per aver messo la firma anche sotto al progetto che il Comune ha promosso per la primavera entrante: quello che prevede seicento persone a sera su tribune affacciate sul Foro di Augusto per assistere a uno show ricostruttivo affidato con incarico diretto a Piero Angela e altri partner. La divergenza netta tra il parere della Soprintendenza guidata da Mariarosaria Barbera e il via libera dato invece al concertone da Federica Galloni, segue dopo qualche anno di sopore le tante polemiche che in passato hanno accompagnato l'idea (e la realizzazione, anche nell'area del Colosseo) degli show di popstar nei pressi di complessi monumentali e archeologici molto delicati.
Roma. È scontro sul Circo Massimo
Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha confermato la possibilità di ospitare un concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo, ma solo se si raggiunge un accordo con la Soprintendenza per i Beni archeologici. La Soprintendenza ha espresso preoccupazioni per la presenza di una grande folla nel sito monumentale, ma il direttore regionale del Ministero per i beni culturali, Federica Galloni, ha dato il via libera al progetto. L'idea è stata promossa dal Comune di Roma e prevede una serata con 600 persone su tribune affacciate sul Foro di Augusto. La divergenza tra le due parti è stata risolta solo grazie all'intervento di Galloni, che ha messo la firma sotto il progetto.
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