TRANI Se ne parlava da diversi giorni, in particolare dopo le dimissioni del consigliere ex Pdl-Fi Maurizio Musci. Ora il rimpasto nella giunta tranese sembra un fatto inevitabile. Ieri mattina si è dimesso l'assessore alla Cultura, Salvatore Nardò, in quota all'Alleanza di Centro, anche se per ragioni sicuramente diverse da quelle di Musci (nella lettera di dimissioni aveva parlato di problemi legati alla sua professione). All'origine della decisione c'è infatti il quasi azzeramento delle risorse destinate al settore cultura e turismo. Lo spiegano chiaramente, in una nota, il segretario cittadino dell'Adc, Nicola Pappolla, e il consigliere comunale, Nicola Di Pinto. I due rimarcano, infatti come sia stato «totalmente ignorato quanto da noi suggerito per la formulazione della bozza di bilancio preventivo» e, soprattutto, il fatto che sia stata «azzerata la già minima disponibilità sui capitoli della cultura e del turismo culturale impedendone di fatto le attività di programmazione». Nardò si era, infatti, astenuto dal votare la bozza di bilancio martedì scorso. Ma le sue dimissioni danno formalmente il «la» al rimpasto a lungo atteso, legato alla riduzione del gruppo originario del Pdl passato da 12 a otto consiglieri (compreso quello dimissionario). In due si sono dichiarati indipendenti, uno è passato a Ncd (Beppe Corrado) e un altro a Prima l'Italia (Raimondo Lima). Ma non è chiaro cosa farà il consigliere subentrante, Giuseppe Forni, una volta avvenuta la surroga. Se non dovesse aderire al gruppo, quattro assessori sarebbero davvero troppi. Il sindaco Luigi Riserbato, peraltro, ha già cominciato le consultazioni con Fi, lista Schittulli e Puglia prima di tutto. Ma non si esclude che l'Udc possa decidere di passare dai banchi della minoranza a quelli della maggioranza.