Impegnati nelle visite oltre trecento ciceroni e 220 guide Il gabbiano sbuca dal portone del palazzo. Via dal Duomo vecchio, i confratelli hanno inciso il loro simbolo sulla casa del Gattopardo: è arrivata la Carità. Le Giornate di primavera del Fai, il 23 e il 24 marzo, iniziano dalla sede della Congrega della carità apostolica (via Mazzini) e inseguono il fantasma di Roma. I leit motiv della ventiduesima edizione della rassegna (cui l'hanno scorso hanno partecipato 12 mila visitatori) sono due. Sacro e profano: i luoghi della carità, I palazzi patrizi diventati enti caritatevoli, e l'anniversario della morte di Ottaviano Augusto. I tour iniziano alle 14 di sabato (fino alle 18.30), domenica il bis dalle 10 alle 18. In sintesi: 28 siti aperti (a Brescia, Lonato del Garda, Marcheno, Milzano, Salò, Seniga, Palazzolo e Capo di Ponte) una lunga serie di eventi collaterali, spettacoli, mostre e via dicendo, 220 guide e trecento ciceroni. Fu violato dai guelfi e svilito dalla grandeur di Filippo Maria Visconti. La Repubblica di Venezia concesse di riportarlo in vetta e Floriano Ferramola ci mise la sua Madonna. Il palazzo Vescovile, in via Mazzini, e l'archivio storico diocesano, sono la tappa numero due, oltre alla sede della Congrega. I signori di Brescia la costruirono nel XIII secolo. Poi i suoi saloni furono rimpiccioliti e frazionati, finché nel 1960 tornò la dama algida di un tempo: Casa Offlaga dal 1889 è una onlus, e sabato sarà una tappa del Fai. Poi, la chiesa di Santa Maria della Carità, quella di San Gaetano e palazzo Gaifami, con il suo scalone prepotente e i soffitti decorati dal Carloni. Un giro al Carmine e nella Roma di Augusto: la basilica romana di piazza Labus con l'atleta di Dello e gli ideali eroici in mostra, Ottaviano diciannovenne ritratto sull'epigrafe di Erbusco, in piazza Loggia, i mosaici di palazzo Martinengo e il teatro romano. Alla fonte di Mompiano sono sparse le opere degli allievi dell'Accademia Santa Giulia, mentre al museo di Santa Giulia restano in mostra lacerti delle architetture di epoca augusta. Fu un collezionista bulimico e gli artisti lo amarono follemente: la collezione Paolo VI, a Concesio, inizia con una porta di Franca Ghitti e si perde nelle Avanguardie, tra i disegni di Matisse e il cavallo imbizzarrito del San Paolo ritratto da Dina Belotti: alle 10 di sabato s'inaugura anche il punto Fai. A Lonato del Garda, la primavera sbuca dal portale cinquecentesco della chiesa della Madonna del Corlo, con il Compianto Morto del Bagnatore. Il Fai poi si sposta nell'abbazia di Sant'Antonio Abate, tra gli ex voto del santuario della miracolosa Madonna di San Martino, e finisce alla Pieve di San Zeno. Pietro Bonvicino fu il padre del Moretto e l'autore degli affreschi della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, a Marcheno, tappa delle giornate di primavera insieme alla piccola santella del santuario della Madonnina. A Maguzzano si visita l'abbazia di Santa Maria Assunta e il convento, a Seniga si arriva con le scarpe da ginnastica: una passeggiata di cinque chilometri da piazza Roma al Sagradello dei Castelletti. Il programma completo sul sito www.giornatefai.it.