Bella, certo, la mostra al Colosseo. Ad arrivarci. Perché quel miglio scarso di strada da percorrere a piedi in una straordinaria mattina di sole, quel tratto per raggiungere da piazza Venezia il più famoso monumento al mondo, continua a presentarsi come un sipario aperto su orrori e mostruosità da quarto, quinto, sesto mondo. Vengono le lacrime agli occhi. Perché certe cose, nel pianeta Terra, accadono ormai solo a Roma. Mille volte lo si è scritto e denunciato. Mille volte nei decenni si sono ripetuti annunci, proclami, dichiarazioni, buoni propositi. Macché: il degrado (ma non basta più chiamarlo così) non solo non si arresta, ma dilaga ogni giorno di più. Una marea: camion bar a parte, ieri, solo su un lato della via dei Fori Imperiali (tratto corsia preferenziale e non) si contavano in pochi minuti oltre duecento ambulanti e abusivi d'ogni tipo (poi, uno si stufa di contare). Lì come su Ponte Sant'Angelo, come a piazza del Pantheon, a Fontana di Trevi, ormai perfino sotto Palazzo Chigi (appena di lato, su via del Corso). «Guinness» tutti e solo capitolini, come i parcheggiatori abusivi che ormai presidiano anche strisce blu e perfino gli ospedali.