«Potrei anche ritirare la firma sulla Nuvola». Massimiliano Fuksas proprio non ci sta. E dopo aver lanciato l'allarme sul cantiere del Centro Congressi «che potrebbe non essere finito nel 2015» torna all'attacco: «Vediamo come la finiranno, poi deciderò». Fuksas è fuori dalla direzione artistica e, con Eur Spa, siamo alla guerra delle cifre: «Ha preso 20 milioni». «A me ne restano solo 5», la replica. Finisce a colpi di accuse, calcoli economici, querelle legali, minacce. La «Nuvola» non è ancora nata, ma sprofonda già nelle polemiche. Da una parte Eur Spa, società del Tesoro (al 90) e del Comune (10), dall'altra l'archistar Massimiliano Fuksas, ideatore dell'opera, il palazzo dei Congressi tutto a vetri (con struttura, all'interno, che ricorda appunto una nuvola) di via Cristoforo Colombo. Progetto nato nel '98 (c'era ancora la giunta Rutelli), assegnato con concorso nel 2000, con lavori (e posa della prima pietra) iniziati nel 2007. Da allora, sette anni ma il primo è stato sostanzialmente «buttato» per arrivare a quello che c'è adesso: la struttura, secondo Eur Spa, è «completata all'80», ma mancano ancora gli interni. E la data di inaugurazione è slittata di anno in anno: dal 2011 al 2012, poi all'inizio 2013, infine in primavera, ora ultima deadline fornita al 2015 «prima che inizi l'Expo di Milano». Nel frattempo, Fuksas è stato fatto fuori dalla direzione artistica, consulenza iniziata nel 2008 e nata per permettere al progettista (come si fa di solito) di «supervisionare» la direzione dei lavori, controllare che l'aspetto estetico dei manufatti sia conforme alle indicazioni del progetto esecutivo, approvare i campioni e così via. Incarico conferito a Fuksas nel 2008, rinnovato prima nel 2011 e infine nel 2012. All'ultima scadenza, il 30 novembre 2013, Eur Spa (dopo un paio di interventi in Cda del rappresentante della Corte dei Conti) ha detto stop: a Fuksas è stato proposto di lavorare gratis un anno, l'architetto non ha iniziato. Dai conti di Eur Spa, trapela la cifra pagata finora a Fuksas: 15,3 milioni di euro per «progettazione preliminare definitiva ed esecutiva, opere complementari, varianti»; altri 4,5 milioni per la direzione artistica. Totale, quasi venti milioni (19,95 ad essere precisi) che con l'Iva diventano 24. Conto destinato a salire ancora: all'inventore della «Nuvola», infatti, spettano anche altri 1,2 milioni di parcelle non ancora pagate. Fuksas, però, non ci sta: «Ho fatto i controlli. La cifra complessiva è quella, ma dieci milioni se ne sono andati per i consulenti e collaboratori. Del resto, la metà va in tasse. Sa quanto è rimasto a me? Meno di cinque milioni...». È sempre una bella cifra, comunque: «In 16 anni di lavoro, dal '98 ad oggi? Lo sarebbe, se i lavori fossero durati tre anni come per l'aeroporto fatto in Cina». E invece? «Qua siamo al settimo anno, e la Nuvola non è ancora finita». Ma anche su colpe e responsabilità siamo al rimpallo di accuse. Secondo Fuksas il ritardo è da imputare alla società Condotte, che realizza l'opera. Secondo i committenti, c'entrano anche le modifiche chieste da Fuksas e la decina di varianti al progetto iniziale. Accuse, rimpalli, ripicche, rivalità, gelosie. Come quelle del mondo dell'architettura. I compensi di Fuksas sono in linea con gli altri? Per Gianni Ascarelli, che ha progettato la torre del Castellaccio (la «gemella» di Eurosky), sono «prezzi fuori mercato: solo poche archistar nel mondo prendono quelle cifre». In Italia? «Solo lui e Renzo Piano». Non che le altre firme, che hanno realizzato qualcosa nella Capitale (da Calatrava a Meier a Zaha Hadid ) viaggino su cifre molto più basse. E la direzione artistica, non esiste un tariffario dell'ordine architetti? «Quella spiega Giovanni Caudo, assessore all'Urbanistica è una contrattazione privata. Avevamo chiesto a Fuksas di lavorare gratis un anno, lo avremmo celebrato in tutti i modi, ma non ha accettato». Il problema, ora, è un altro. L'archistar minaccia di disconoscere la sua creatura: «Potrei anche ritirare la mia firma. Vedrò cosa esce alla fine».