PASSEGGIATA pomeridiana tra gli scavi archeologici degli Uffizi perl'architetto giapponese Arata Isozaki, che ieri ha esplorato «i rilevanti reperti» che - secondo la valutazione del ministro Giuliano Urbani impedirebbero la costruzione e realizzazione della sua loggia di uscita dalla galleria. Silenzio e bocche chiuse sul tema «Loggia Isozaki», diplomaticamente cancellata dall'incontro di ieri: ora spunta un nuovo progetto, il percorso archeologico Isozaki di cui si dovrà occupare l'architetto per valorizzare le preesistenze archeologiche del complesso. Una mossa tattica, forse, per aggirare i contrasti e ostacoli, evitando infruttuose contrapposizioni. Insomma il ministro Urbani a febbraio aveva dichiarato che alla luce dei ritrovamenti archeologici sotto Piazza del Grano, il progetto della loggia non era più eseguibile, tuttavia invitava Isozaki a collaborare ugualmente ai Nuovi Uffizi. Ecco che l'architetto mostra la sua disponibilità tutta orientale, accettando di visitare gli scavi per preparare un progetto di percorso archeologico «eventualmente da integrare con la futura loggia» spiega il suo collaboratore Andrea Maffei. Almeno questo è il risultato dell'incontro di ieri, a cui hanno partecipato il direttore generale Roberto Cecchi, il direttore regionale Antonio Paolucci, i soprintendenti archeologici Angelo Bottini e Carlotta Cianferoni, quello ai monumenti Paola Grifoni, vari funzi onari e l0assessore all'urbanistica Gianni Biagi. Silenzioso, sorridente e in attento ascolto, Isozaki ha preso visione dei reperti medievali sotto a San Pier Scheraggio, nella zona di Piazza del Grano e sotto alla Biblioteca Magliabechiana. A fine sopralluogo è emerso un no comment corale, fatta eccezione per un secco comunicato congiunto che annuncia che «è emersa la volontà delle parti a lavorare per la valorizzazione di un nuovo percorso che unisca il tessuto archeologico alla nuova uscita». Se la nuova uscita, poi, sarà la loggia, si vedrà in futuro. Per ora l'architetto Isozaki si dichiara disponibile a costituire un gruppo di lavoro, allargato ai responsabili della soprintendenza e di Palazzo Vecchio, per progettare il nuovo itinerario che renda visitabili i resti della città più antica emersa dagli scavi. «Ho visto cose che non conoscevo» ha detto laconico Isozaki a fine passeggiata archeologica. Una specie di haiku che racconta la sua diplomatica paziente determinazione. Il progetto della sua loggia può attendere. Ora tocca ai reperti, alle arche sotto San Pier Scheraggio, e ai resti delle abitazioni sotto la Magliabechiana. Diventano materia di un altro progetto che, afferma l'assessore Biagi «dovràperò essere compatibile con la realizzazione della loggia di uscita, anche se di quella non ne abbiamo parlato affatto». Ieri, prima del sopralluogo, Isozaki ha incontrato il sindaco Leonardo Domenici. 1999 Isozaki si aggiudica il concorso internazionale per realizzare la nuova uscita degli Uffizi battendo tra gli altri Aulenti e Gregotti 2001 E' l'anno in cui l'architetto firma il contratto. A ottobre il sottosgretario Sgarbi boccia il progetto: "improponibile" 2005 In febbraio incontro romano tra Isozaki e il ministro Urbani: i reperti archeologici non permettono la realizzazione delia loggia giapponese Ieri ha visitato i cantieri della nuova uscita degli Uffizi Ma nessuno ha detto se la Loggia si farà