In futuro, opere d'arte gravemente minacciate all'estero da guerre o catastrofi naturali potrebbero venir depositate in Svizzera per un periodo limitato. È quanto prevede la revisione completa della Legge federale sulla protezione dei beni culturali approvata oggi all'unanimità dal Consiglio nazionale. L'entrata in vigore della revisione è prevista per il primo gennaio 2015. La legge prevede anche che la Confederazione possa sostenere - senza alcun obbligo - con sussidi i cantoni per preparare le documentazioni e riproduzioni (disegni, piani o fotografie) che permetterebbero di restaurare o ricostituire un bene danneggiato. La sinistra avrebbe voluto invece un impegno più vincolante da parte della Confederazione facendo leva anche sulla modestia dell'impegno finanziario (700 mila franchi). Stando alla normativa, la Svizzera è il primo Paese al mondo a creare basi legali per un deposito protetto, istituito sotto l'egida dell'UNESCO, destinato a conservare opere d'arte gravemente minacciate fuori dai confini nazionali. Responsabili della gestione sarebbero gli specialisti del Museo nazionale svizzero. I costi eventuali per la Confederazione ammonterebbero a 50-100 mila franchi all'anno. La vigente legge federale per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (LPBC) era nata in seguito alle distruzioni perpetrate durante la Seconda Guerra mondiale. Da allora però le minacce sono notevolmente cambiate. D'ora in avanti saranno quindi previste misure in caso di catastrofi e situazioni d'emergenza di origine naturale o umana. Eventi come l'incendio del ponte di Lucerna o le alluvioni del 2005 e del 2007 hanno confermato la necessità di questa estensione. Ats
BERNA-I beni culturali minacciati saranno meglio protetti in Svizzera
La Svizzera ha approvato una revisione della Legge federale sulla protezione dei beni culturali, che prevede il deposito protetto di opere d'arte gravemente minacciate all'estero. La legge entrerà in vigore il 1 gennaio 2015 e prevede che la Confederazione possa sostenere i cantoni con sussidi per preparare le documentazioni e riproduzioni degli oggetti. La Svizzera è il primo Paese al mondo a creare basi legali per un deposito protetto, istituito sotto l'egida dell'UNESCO. I costi per la Confederazione ammonterebbero a 50-100 mila franchi all'anno.
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