Protesta di centinaia di operatori stamane presso il sito archeologico. Contestano l'articolo che apre a capi gruppo turistici di altri paesi europei Una poderosa mobilitazione con centinaia di operatori del comparto guide turistiche si è svolta stamane a Pompei con tre presidi agli ingressi degli scavi, con striscioni e cartelloni di protesta contro l'Unione europea, per dire no alla liberalizzazione selvaggia della professione. LE SIGLE SINDACALI SCESE IN CAMPO Filcams-Cgil, Uil-Uiltucs, Usae-Finact, Federagit, Associazione Guide Turistiche Campania, insieme con gli accompagnatori turistici, contestano l'articolo tre della legge 972013 che a breve entrerà in vigore aprendo i confini italiani ai capo gruppo turistici di altri Paesi della Comunità europea e nello specifico della Germania che, spiegano, non regolamenta la professione di guida turistica né di accompagnatore, con le stesse regole e la stessa preparazione culturale richiesta in Italia. Proprio ieri, il vice presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, si era recato in visita negli scavi archeologici. SUI CARTELLI LE RAGIONI DELLA PROTESTA I cartelloni esposti dalle guide davanti l'ingresso di Porta Marina Inferiore degli scavi archeologici di Pompei, hanno sintetizzato in modo chiaro le ragioni della loro protesta. Ecco alcuni degli slogan: «RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO TERRITORIO: NO ALLA COLONIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE ITALIANO» «NO LOCAL GUIDE NO PROFESSIONAL SERVICE, MORE PROFIT FOR TOUR OPERATORS (DEUTSCHLAND). THANK YOU EU (DEUTSCHLAND)» «DOPO AGRICOLTURA E PESCA SI DISTRUGGE E VENDE ANCHE IL TURISMO, L'UNICO SETTORE CHE STA RESISTENDO! BASTA CON I SOPRUSI DELLE LOBBIE TURISTICHE» «GLI ITALIANI PAGANO PER IL MANTENIMENTO DEL PROPRIO PATRIMONIO CULTURALE MENTRE I PROFITTI VANNO ALL'ESTERO». PARLA IL PRESIDENTE REGIONALE DELLE GUIDE TURISTICHE Melziade, presidente regionale delle guide turistiche ha sottolineato: «A differenza degli operatori esteri, noi curiamo anche la promozione del Made in Italy negli altri Paesi dell'Ue. Attività che i nostri concorrenti non avrebbero interesse a portare avanti». La preoccupazione delle guide turistiche è di finire nel tritacarne delle lobbie turistiche europee che, secondo Melziade «mirano a drenare ricchezza dai siti di grande interesse culturale e storico del Paesi meno forti economicamente in Europa, verso i Paesi più potenti come la Germania che è, da sempre, esportatrice di turismo e non importatrice come l'Italia». POSTI DI LAVORO A RISCHIO Secondo i rappresentanti delle guide turistiche, «l'entrata in vigore dell'articolo tre della Legge 972013 - afferma Giorgio Leone, rappresentante regionale della Uil-Tucs - metterà sul lastrico 100 mila famiglie italiane: 30 mila legate al lavoro delle guide turistiche, 30 mila degli accompagnatori più il comparto delle agenzie turistiche, i loro addetti e l'intero indotto». L'APPELLO A RENZI L'appello, pertanto, è rivolto al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, con il quale c'è già stato un incontro. Ma la richiesta di attenzione va soprattutto al premier Matteo Renzi affinché, «batta i pugni sul tavolo in sede Commissione Europea, e parli alla pari con la cancelliera Merkel». All'assessore regionale al Turismo, Pasquale Sommese, è rivolto l'appello a regolamentare la professione sul territorio «affinché venga assicurata, in Campania, la tutela del turista contro ogni improvvisazione e quelli dei professionisti formati sui siti di grande interesse culturale, produttori di grande ricchezza per il territorio». UNO «SLOGAN-MOB» COME GRAN FINALE DELLA MANIFESTAZIONE Si è conclusa con uno «slogan-mob» la manifestazione delle guide turistiche della Campania, davanti l'ingresso di Porta Marina inferiore di Pompei, indetta per protestare contro la liberalizzazione «selvaggia» della professione.Le centinaia di operatori hanno sollevato i cartelloni e le bandiere e hanno scandito più volte, tutti insieme, «Guida Locale Orgoglio Nazionale». Poi, guide turistiche e accompagnatori, hanno sfilato in piazza e inscenato un gigantesco girotondo. Il coordinatore regionale delle guide turistiche della Usae, Tsao Cevoli, ha sottolineato che «la legge 972013 e l' assessorato regionale stanno violando un dpr che è di livello superiore e nel quale viene stabilito che nei siti Unesco è necessaria una abilitazione specifica, ciò vuol dire che anche con l'ingresso della legge per la quale mancano i decreti attuativi che dovevano prevedere i siti esclusi, le guide non abilitate devono essere escluse. Non viene data disposizione alle forze dell'ordine e a a chi gestisce i siti di valore, di fermare le guide non abilitate. Zone come Pompei non hanno percorsi sicuri o protetti e, purtroppo, il danno che prevediamo non è solo quello che potrebbe essere arrecato ai monumenti ma anche quello verso i visitatori». «Non è vero che l'Italia impedisce la libera circolazione delle professionalità - conclude Cevoli - non siamo degli indigeni che si sono impadroniti dei beni storici e culturali perché chiunque, dall'estero, può venire in Italia e sostenere l'esame di abilitazione, come hanno fatto molti colleghi stranieri che ora lavorano e vivono qui. Alle Multinazionali importa sostituire le competenze con la precarietà».