NON solo colpi bassi. Il nuovo round è finito con una stretta di mano. Si rivedranno presto, il 'catone censore' ambientalista delle politiche regionali Alberto Asor Rosa, capo della Rete dei comitati, e il governatore Enrico Rossi. Si rivedranno attorno ad un tavolo per avviare la fase due del confronto, stavolta con dati e cifre alla mano. Perché la fase uno, quello dello scontro urbanistico, è di fatto chiusa. Con reciproca soddisfazione: «Abbiamo fatto una svolta ambientalista che rivendico e che va portata a compimento», dice Rossi all'assemblea della Rete convocata all'auditorium dell'Ente Cassa di Risparmio di via Folco Portinari. Otto anni fa, la scintilla che scatenò l'offensiva verde contro la Regione fu Monticchiello con le sue villette a schiera. Poi venne lo scontro sulla Tirrenica. Quindi la nascita della Rete dei comitati e la «piattaforma toscana», summa della critica ambientalista dal basso. Adesso, otto anni dopo Monticchiello, Rossi e il suo assessore Anna Marson riformano la legge urbanistica e varano il Piano paesaggistico. Trasformando in assioma lo stop al consumo di suolo e rivedendo i passaggi procedurali che decentravano tutto ai Comuni. «Riconosciamo la svolta», conferma il critico letterario Asor Rosa. Solo che lo scontro non è ancora finito. Si è spostato. Una fase due, per l'appunto: riconosciuto il «disegno riformatore in materia urbanistica», la Rete concentra lo scontro su geotermia, cave di marmo, infrastrutture. Che sono le nuove frontiere: «Sulle Apuane si è aperta una vera e propria battaglia e la rete si batterà con ogni iniziativa in difesa del paesaggio », annuncia Asor Rosa. Ma è solo il primo fronte. «La Toscana non si sottrae alla speculazione sulle energie rinnovabili e dire che la geotermia è pulita e sostenibile è una clamorosa mistificazione », si legge nei documenti della Rete. Per non dire del tunnel Tav sotto Firenze o della Tirrenica o ancora dello sviluppo aeroportuale di Peretola. «Non su tutto la pensiamo allo stesso modo», ribatte Rossi. Convinto che sulla geotermia si debba puntare a soluzioni («media entalpia») non troppo invasive, che tengano conto degli aspetti paesaggistici: «Precluderci però l'utilizzo di un'energia rinnovabile sarebbe un errore. Un allevamento di animali rischia di produrre più inquinamento di una centrale geotermica ». Quanto alle Apuane e alle attività estrattive «abbiamo parlato con i sindaci per una dilazione e una lunghissima cessazione delle attività nel tempo nel parco delle Apuane. Il parco è un'area ristretta mentre la maggior parte delle cave ne è al di fuori. Non abbiamo ancora preso nessuna decisione né bloccato alcunché». Ma se ne riparlerà al nuovo tavolo di confronto proposto dal presidente Rossi e accettato con entusiasmo dai comitati. Dove si discuterà pure di Tav e di aeroporto, sul quale Rosi non cambia idea: «Approveremo il Pit con la pista da 2mila metri». Asor Rosa annuncia anche una nuova fase costituente ed organizzativa per gli stessi comitati toscani: «C'è bisogno di una Rete più politica, più propositiva. Anche attraverso un giornale online».