PRATO Ti aspetteresti l'astio, invece arriva il gaudio. Penseresti di trovarti di fronte un Vittorio Sgarbi infuriato per la decisione ora ufficiale della sua esclusione per la nomina di direttore del Centro Pecci, invece dall'altra parte del telefono c'è l'ennesimo capitolo di una storia sempre diversa da quella che si può immaginare. «So bene che non sarò il direttore dice e colui che sarà nominato sarà costretto a fare il custode del museo, visto che io sarò il commissario». Come? «Sì, sto trattando con il sindaco Roberto Cenni un contratto per essere il commissario di tutti i musei pratesi. Dei dettagli se ne sta occupando in prima persona il mio collaboratore Moretti». Moretti, che di nome si chiama Sauro, conferma: «È sempre bello quando le cose che nascono male finiscono bene. Stiamo trattando con il sindaco questo ruolo, felici che l'intento di Cenni di non disperdere il patrimonio di un buon rapporto con Sgarbi sia sfociato in questo incarico. E non mi permetto di aggiungere altro». Di altro non c'è poi molto bisogno: sapere che Sgarbi in un modo nell'altro potrebbe vincere in questo modo la sua personale battaglia, sapere che sarà lui a sovrintendere i musei pratesi, è abbastanza per scuotere tutto l'ambiente politico e culturale regionale. Roberto Cenni, nel suo ruolo di presidente del consiglio direttivo del Pecci, ha effettivamente assecondato quanti chiedevano che la scelta del nuovo direttore artistico del museo fosse totalmente condivisa dai componenti del consiglio (delegati di Comune, fondatori del Centro e Regione Toscana). Ma non ha perso i suoi poteri da sindaco, che gli consentono di far entrare dalla finestra la proposta che era uscita nelle caldissime settimane di febbraio dalla porta. Con questa azione profondo intendimento o promessa data che sia Cenni fa ripiombare Sgarbi sulla scena pratese da protagonista. In città i musei gestiti dal Comune sono più di una dozzina, su cui spiccano il Palazzo Pretorio restituito alla sua funzione di museo civico e il Centro Pecci per l'arte contemporanea. Nel recente passato, subito dopo le voci dell'esclusione di Sgarbi dal novero dei possibili direttori del Pecci, il critico aveva detto di aver già ricevuto una proposta alternativa da parte del sindaco rispetto ad un ruolo da esercitare in città. Sgarbi lo raccontò nel corso della conferenza stampa show che lo vide arrivare in elicottero da Roma. Disse anche che non avrebbe mai accettato un altro incarico, ma evidentemente alcuni degli ultimi colloqui con Cenni devono avergli fatto cambiare idea. Chiunque sarà il nuovo direttore del Pecci il nome rimane tutt'ora top secret deve dunque sapere che tra le postille non scritte del contratto ci sarà anche quella che prevede la convivenza con uno dei più quotati e controversi critici d'arte. Sempre che Cenni e Sgarbi non si siano capiti male ancora una volta.