PRATO Il destino (artistico) del Centro Pecci al bivio. Dopo polemiche, scontri, riappacificazioni, una cosa è certa: Vittorio Sgarbi non è il nome scelto dal consiglio direttivo del Centro per l'arte contemporanea nella gara per la sua direzione. Lo ha confermato ieri mattina il sindaco di Prato Roberto Cenni che presiede anche il consiglio direttivo del Pecci a margine della presentazione del nuovo Museo civico di Palazzo Pretorio. Il primo cittadino ha spiegato che «del resto Vittorio Sgarbi si era già tirato fuori dalla possibilità di essere nominato qualche giorno prima». Ed ha aggiunto: «La questione di Sgarbi è stata tutta un grande equivoco. Spero che sia chiaro che il consiglio non aveva intenzione di escludere nessuno dei trentasette candidati alla direzione del museo. Allo stesso modo, come ho già spiegato molte volte, dico che la scelta è caduta su un profilo senza che gli altri candidati si debbano sentire per questo da meno. C'era da individuare chi era più adatto, non il più bravo in termini assoluti». Per Sgarbi arriva da Cenni una nuova mano tesa: «Io credo che una personalità come la sua sia fondamentale allo sviluppo di una città come questa, che sarebbe comunque onorata della sua collaborazione in ogni settore dell'arte». Al momento resta comunque top secret, per motivi legati alla discussione di clausole contrattuali e trattamento economico, il nome scelto dal consiglio direttivo del museo pratese per la sua nuova stagione. Al netto delle parole del sindaco c'è da scommettere che Sgarbi, che non aveva preso affatto bene la possibilità di non essere il vincitore del bando, non sarà meno adirato quando verrà a sapere dell'esito della gara.