Volare in un vortice di affreschi, toccare un angelo, tuffarsi nello sguardo di una Madonna. Luce, colori brillanti, il virtuale quasi più bello del reale. «La tecnologia sposata all'arte compie un miracolo, un'impresa esoterica - dice Vittorio Sgarbi - che scopre tutte le intenzioni dell'artista, anche le più segrete». «La realtà virtuale - dice lo storico dell'arte - collettivizza ciò che non più di un decennio fa era patrimonio di pochi colti, privilegiati o fortunati. La fortuna era di trovarsi alla sommità di un ponteggio, in bilico su un'impalcatura dopo una faticosa scalata, a contemplare una Gloria o un Inferno, un santo o un dannato in un vis-à-vis sconvolgente, in un contatto ravvicinato che ha il sapore un po' rapinoso della violazione, del sacrilegio, ma che scatena emozioni. Io, questa emozione l'ho provata dal vivo con la pittura del Parmigianino, stupenda. E l'avevano accusato di essersi lasciato incantare dall'alchimia! Anche il ministro Urbani ha visto un angelo che la tecnologia multimediale gli ha fatto volare addosso». Sgarbi presenzia al vernissage della sala multimediale della Cappella degli Scrovegni, finanziata dalla fondazione americana Wiegand con 200 mila dollari integrati dagli investimenti comunali, per una cifra complessiva che si avvicina al miliardo di vecchie lire. Prezzo modico, dicono, per una piattaforma tecnologica che mette il godimento del ciclo giottesco tra le innovazioni di punta a livello mondiale, progetto già premiato in un concorso internazionale in Corea del Sud, il migliore di 300. «Finalmente abbiamo vinto in Corea» dice Giuliano Pisani. Il progetto è una cipolla, tarato ad un pubblico più variegato del costume di Arlecchino, si sfoglia, offre spunti di conoscenza stratificati, dalla superficie fino al cuore. Naturalmente questa giostra di immagini e informazioni, presentata in uno scrigno blu-azzurrite come il cielo giottesco, è l'introibo al contatto diretto con l'opera originale. Ma, in ogni caso, come precisa Davide Banzato, le tecnologie della realtà virtuale, innescano una rivoluzione di processo nel modo di fare museo, scardinano l'idea ottocentesca della raccolta e della custodia, mescolano i bronzi con i dipinti, magari facendoli confluire in un unico tema. Prima della visita alla scatola magica, sorta di astronave che ti fa viaggiare nel passato, esplorando il Dna della pittura di Giotto, ci sono stati gli interventi di presentazione nella sala del Romanino del museo Eremitani. Oltre a Sgarbi e al direttore del Museo, Davide Banzato sono intervenuti il sindaco Giustina Destro, l'assessore Giuliano Pisani, Mirella Cisotto Nalon che in due anni di lavoro, ha guidato l'équipe multidisciplinare alla realizzazione di un progetto che, per complessità e varietà di proposte e tecnologie avanzate, è unico e fortemente innovativo e Maurizio Forte del Cnr. «Dal 19 marzo dell'anno scorso - dice il sindaco - quando la Cappella restaurata è stata riaperta al pubblico ci sono state 250 mila presenze, con la formula dell'orario prolungato che ha portato alla visione di Giotto anche 5000 persone al mese alle 10 di sera. Questo successo ci ha consentito un restyling della posizione di Padova tra le città d'arte. Il 25 marzo - ricorre il settimo centenario della prima dedicazione della Cappella, rappresentata da Giotto negli affreschi della controfacciata. Non può esserci occasione migliore per offrire alla città la sala multimediale». Giustina Destro ricorda anche i progetti di ampliamento del polo culturale con l'utilizzo di palazzo Zuckermann e la realizzazione del progetto di palazzo San Gaetano con la biblioteca e mostre d'arte moderna e contemporanea. Due anni fa i locali che ora contengono il repertorio di tecnologie multimediali erano un sotterraneo in cui restava, unico elemento d'arredo, la scala a torciglione dell'Albini, priva dei gradini. Il recupero del sito è stato realizzato dagli architetti del Comune Valerio Tridenti e Antonello Bon.
Giotto virtuale sfida quello vero
La Cappella degli Scrovegni di Padova ha aperto una sala multimediale finanziata con 200 milioni di dollari. La tecnologia della realtà virtuale permette di esplorare gli affreschi di Giotto in modo innovativo. Lo storico dell'arte Vittorio Sgarbi ha espresso ammirazione per la tecnologia, che lo ha fatto "volare" tra gli affreschi. Il ministro Urbani ha visto un angelo nella sala multimediale. Il progetto è stato premiato in un concorso internazionale in Corea del Sud. La sala multimediale offre una piattaforma tecnologica innovativa per il godimento del ciclo giottesco. Il progetto ha anche messo in discussione l'idea ottocentesca della raccolta e della custodia dei musei.
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