TRENTO L'assessore alla cultura Tiziano Mellarini non poteva essere più chiaro: «Mi sorprendono le preoccupazioni di Andreatta e Miorandi, i due Comuni avranno di certo i rappresentanti nei cda di Mart e Muse». A breve la giunta dovrebbe sciogliere le riserve sui nomi che comporanno i cda dei due musei, che saranno «per ora ancora divisi». TRENTO Alessandro Andreatta da una parte, Andrea Miorandi dall'altra. Entrambi a chiedere, con un pizzico di apprensione, d'essere rappresentati. Ora che i consigli di amministrazione di Muse, Mart e Museo degli usi e costumi sono in via di rinnovo, i due Comuni temono di non avere un proprio delegato (si tratterebbe dei rispettivi assessori alla cultura, quindi Andrea Robol per Trento e Luisa Filippi per Rovereto). A fronte di tanta concitazione, Tiziano Mellarini svela un pizzico di stupore: «Mi sorprendono le loro preoccupazioni spiega l'assessore provinciale alla cultura L'ho detto e lo ribadisco: i due Comuni avranno ovviamente dei rappresentanti nei due cda». Una volta per tutte, poi, Mellarini ripristina l'ordine delle cose: la Provincia non partirà subito con il progetto del consiglio di amministrazione unico. «Prima daremo preciso mandato ai cda: si partirà con la centralizzazione dei servizi». Contestualmente, si dovrà avviare una riforma della legge 15 per poi arrivare al consiglio unico. Ma, appunto, la faccenda è consegnata a futura memoria. Non resta che attendere le decisioni della giunta, allora. Qualche certezza, com'è noto, già c'è: per la presidenza del Mart ricorre il nome di Ilaria Vescovi, già presidente di Confindustria Trento. Mentre per il board ci sono Matteo Lunelli, amministratore delegato del gruppo Ferrari, la giornalista Maria Concetta Mattei e il confermato imprenditore Stefano Andreis. Profili non propriamente accademici che, a ogni modo, Mellarini difende: «Sono candidati più che dignitosi dice poi non confondiamoci: una cosa è il cda, un'altra è il comitato scientifico». Tant'è. Assessore, Trento e Rovereto attendono la nomina dei consigli di amministrazione di Muse e Mart con apprensione. I rappresentanti dei due Comuni ci saranno oppure no? «Tranquillizzo i sindaci: i loro rappresentanti saranno inseriti nei due cda. Ma dico di più: sono sorpreso della loro preoccupazione, non ho mai pensato di negare tale richiesta. L'ho subito detto, sia ad Andreatta sia a Miorandi. Chiarito questo, ora ci sono dei passaggi da rispettare. Valuteremo le candidature emerse in prima commissione e una volta finito proporrò i designati alla giunta per la nomina». Per chiarire una volta per tutte i dubbi: si faranno tre consigli di amministrazione separati per Mart, Muse e Museo degli usi e dei costumi oppure si getteranno le basi per un board unico? «Per arrivare al cda unico è necessario procedere alla revisione della legge 15. Allora: prima centralizziamo i servizi, questo sarà infatti il primo mandato che daremo ai tre cda, poi arriveremo a questo obiettivo. Ma con i tempi legati alla modifica della legge». Di conseguenza l'ipotesi del cda unico si pone con la prossima tornata o, al contrario, i singoli cda potrebbero unirsi a modifiche normative fatte? «Intanto partiamo con la centralizzazione dei servizi poi nel corso dell'anno vedremo cosa emergerà dal dibattito e dal processo di modifica della legge. In quell'occasione capiremo il da farsi». Non tutti i nomi emersi sino a oggi convincono. In particolare, la rosa pensata per il Mart è stata definita «al ribasso». Cosa ne pensa? «Sono nomi degni, rispettano i criteri e hanno professionalità di spicco. La giunta farà le sue valutazioni per dare una responsabilità politica e amministrativa al consiglio ed è bene, dunque, fare una precisazione. Da una parte c'è il comitato scientifico e dall'altra c'è il cda che ha la responsabilità della gestione strettamente amministrativa».