BARI Il caso degli ipogei sottostanti la nuova tratta ferroviaria Bari-Taranto finisce in Procura. Con un esposto dettagliato, i rappresentanti delle associazioni di volontariato Archeoclub Bari e Ecomuseo urbano nord barese, assieme ad alcuni residenti del rione Stanic, hanno denunciato alla magistratura la distruzione del paesaggio causata dal cantiere. Nonostante le Ferrovie abbiano approvato di recente una modifica al progetto, dopo la scoperta di alcuni importanti insediamenti rupestri, per le associazioni gli scavi stanno spazzando via un patrimonio dal valore inestimabile. Da qui la decisione di presentare un esposto in Procura e una denuncia al corpo forestale dello Stato. Sotto accusa l'opera faraonica da 220 milioni di euro che aspetta di essere realizzata dal 2002. Si tratta di una delle più importanti infrastrutture d'Italia: i lavori, affidati alla ditta Matarrese spa, rientrano nel più ampio progetto del nodo di Bari e dovrebbero essere completati entro il 2015. Il progetto prevede la costruzione di 10,5 chilometri di nuova tratta a doppio binario che collega Bari a Sant'Andrea Bitetto. Saranno inoltre realizzate gallerie artificiali, un viadotto di circa 320 metri e due nuove fermate a Modugno e al Villaggio dei Lavoratori nel rione Stanic. «Stiamo documentando con foto e video i danni provocati dal cantiere in una zona come questa ricca di testimonianze antiche - spiega Nicola De Toma, membro dell'Archeclub di Bari- il trincerone ha interrotto la via Minucia, una strada romana, che portava da Modugno all'antica Ceglie». Non solo. Per De Toma ci sarebbero altri gravi conseguenze provocate dai lavori, ossia il trasferimento di migliaia di alberi di ulivo e il prosciugamento di un fiume sotterraneo di almeno 70 metri. «I nostri antenati hanno scavato in questo territorio, creando zone di preghiera, masserie, torri, cisterne e ipogei - continua De Toma - ora stiamo rischiando di cancellare le tracce del passato». Nella battaglia per la difesa degli insediamenti rupestri, è intervenuta anche l'associazione Ecomuseo urbano del nord barese, presieduta da Eugenio Lombardi, per il quale "bisogna andare avanti con un'azione di forza per tutelare un territorio di antichissima storia, di cui si leggerà solo sui libri".