VENEZIA - «Serve trasparenza e invece continuano attività sotto banco». La polemica è continua sulle grandi navi, il senatore del Pd Felice Casson operazioni poco chiare. «Non tengono conto delle indicazioni e sollecitazioni del Parlamento, degli enti locali e delle associazioni veneziane», dice. Nemmeno la presa di posizione del ministro ai Beni culturali e al Turismo Dario Franceschini («E' inimmaginabile che quegli enormi giganti continuino a passare a San Marco», ha detto sabato) calma le acque e nell'imminenza della consegna a Roma degli 8 progetti di percorsi alternativi presentati alla Capitaneria di porto riaffiorano le polemiche. «La nuova procedura dovrebbe avere carattere pubblico, riguardare tutti gli scenari prospettati e coinvolgere enti ed organismo caratterizzati da competenza professionale e sicura autonomia di giudizio», dice Casson. Il suo timore è che a decidere siano magistrato alle Acque e Capitaneria di porto. In quel caso, per il senatore, l'esito parrebbe scontato: il canale Contorta Sant'Angelo. Immediata la reazione del presidente del Porto Paolo Costa: «Se si continuano a definire come trame oscure attività che la legge affida alla competenza di Autorità marittima, Autorità portuale e magistrato alle Acque dice poi un matto che manda pallottole per posta lo si trova sempre (il 5 marzo è stata intercettata un busta con pallottola per Costa, ndr)». E ancora: «La confusione generata da dichiarazioni come queste rende tutto più difficile, compreso il compito che su mandato dei ministri competenti si sta svolgendo oggi a Miami per evitare che l'industria crocieristica reagisca negativamente pur avendo accettato di rinunciare a passare davanti San Marco».