Tullio Cigni Professore architetto, consulente Vas (Valutazione ambientale strategica) del Prac Leggo sul Corriere del Veneto di venerdì 24 gennaio u.s. un articolo della senatrice Laura Puppato dal titolo «Scempio delle escavazioni. I «giochetti» della Regione», nel quale si esprimono considerazioni e opinioni sull'ambiente e sul territorio del Veneto e, in particolare, sulle province di Treviso, Vicenza e Verona che sarebbero state negli anni passati, a suo dire stuprate da decine e decine di scavi con danni causati dalle escavazioni quali inondazioni (!) e smottamenti. Tra le altre, frasi come «Dove non si erige costruendo, qui si scava», dimostrano solo un maldestro tentativo di comunicazione mediatica di natura populistica, che rende facile il consenso. Tuttavia, non voglio qui discutere delle sue opinioni; le questioni sono troppo importanti perché siano trattate in così breve tempo e poco spazio. Forse la senatrice non ha avuto modo di approfondire la lettura delle carte del nuovo Piano Regionale sull'Attività di Cava, in questo momento all'oordine del giorno del Consiglio Regionale. Il nuovo PRAC non prevede nuove cave, non prevedere ampliamenti di cave in acqua, riduce drasticamente le quantità ammissibili, riduce notevolmente le zone previste e nei progetti di ricomposizione ambientale introduce nuove cautele per l'ambiente e il paesaggio. Scrive Puppato: «Ricordo un'intera notte passata nel 2012 in Consiglio Regionale per impedire il blitz della maggioranza che intendeva inserire in finanziaria un emendamento per autorizzare il piano cave del 2003». Per amore della verità, il ricordo di quella notte da parte della senatrice è alquanto impreciso e confuso. L'emendamento alla finanziaria non tendeva ad autorizzare il piano cave del 2003, si trattava invece di Provvedimenti Urgenti (fino all'entrata in vigore del PRAC) per sostenere un sistema che stava collassando, costituito, soprattutto, da piccoli imprenditori. Ricordo che il Partito Democratico, allora guidato da Laura Puppato, esprimeva il suo dissenso a quell'emendamento invocando la contestualità di un nuovo Piano affiancato da una nuova Legge regionale sull'attività di cava. È proprio ciò che sta avvenendo ora: la nuova Legge regionale è già iscritta all'odg del Consiglio, il nuovo PRAC ha esaurito il tempo delle osservazioni ed è già pronto per il voto del Consiglio. Da questo punto di vista non ci sono più alibi. È anche noto che all'interno degli imprenditori del settore esiste una lobby di oligopolisti che mal digeriscono un nuovo PRAC che, strutturalmente, tende a riequilibrare il sistema. Ogni opposizione ideologica, ancorchè inconsapevole, rischia di essere proprio funzionale a chi farà di tutto per impedire l'instaurarsi di norme e regole. Mi consenta, infine, la senatrice Puppato, un personale rilievo per il riferimenti al maestro Claudio Abbado «che se ne è andato lasciando dietro di sé il suono della musica e il profumo della bellezza». La senatrice, all'inizio del suo articolo, utilizza l'autorevolezza del Maestro per orchestrare un attacco dogmatico sulla dualità armonia-scempio. Suscita grande indignazione questa strumentalizzazione politica dell'immagine del Maestro Abbado, da poco non più tra noi. Pare a me, questa, un'operazione furbesca ed eticamente discutibile, che offende la sensibilità di tutti quelli che l'hanno conosciuto e che ricordano Abbado, sia come insigne artista, sia come uomo raffinato dall'alto profilo morale. Questa, un'ennesima caduta di stile di una certa politica.
Cave, nella Legge Veneta né Giochetti né Scempi
Il senatore Tullio Cigni ha scritto un articolo in cui critica la senatrice Laura Puppato per il suo articolo "Scempio delle escavazioni" in cui ella denuncia le escavazioni in Veneto. Cigni sostiene che le opinioni di Puppato sono superficiali e che ella non ha approfondito la lettura del nuovo Piano Regionale sull'Attività di Cava. Il nuovo PRAC prevede riduzioni delle quantità ammissibili di cava, riduzione delle zone previste e nuove cautele per l'ambiente e il paesaggio. Cigni ricorda un'intera notte passata nel 2012 in Consiglio Regionale per impedire l'autorizzazione del piano cave del 2003.
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