Che ci fanno tutti questi poliziotti al Colosseo? I turisti cercano con lo sguardo i centurioni, ma di loro nemmeno l'ombra: ci sono solo divise blu al posto dei mantelli rossi. Ieri al Colosseo c'è stato un vero blitz, e i finti antichi romani, ben 28, sono stati portati negli uffici del primo commissariato e denunciati per esercizio abusivo della professione e violazione del divieto della Sovrintendenza ai beni culturali di svolgere attività commerciale nelle aree archeologiche. Gli investigatori hanno scoperto che i soldati romani facevano parte di un'organizzazione gestita da un personaggio della malavita romana, l'uomo che era uscito da poco di prigione dettava legge nel piazzale davanti all'Anfiteatro Flavio. Istruendo i suoi uomini su come gestire il business dei turisti. Ma prima di diventare i padroni dell'area, gli uomini del piccolo boss avevano mandato via gli altri centurioni. Per convincerli a sloggiare avevano usato le maniere forti minacciando, e in qualche caso anche malmenando (come è successo ad alcuni cingalesi), chi non lasciava il campo libero. I complici si sono così assicurati la gestione delle comitive dei turisti. E chi prelevando gli stranieri quando scendevano dal pullman, chi invece costringendoli col sorriso a farsi la foto con il centurione, guadagnavano migliaia di euro al giorno. In pratica gli uomini del boss fìngevano di essere vere guide, accoglievano i turisti e dopo avere mostrato la tessera (fasulla) li portavano in giro per il Colosseo. La messinscena era perfetta, le false guide avevano il distintivo e pure il microfono, e girando, girando, ecco che si avvicinava il centurione pronto a farsi scattare la foto ricordo. L'operazione di polizia giudiziaria è scattata in seguito a diverse segnalazioni, qualcuna arrivata anche al Comune, dove si denunciava la presenza e il comportamento scorretto, in alcuni casi perfino violento, adottato dai centurioni. «Hanno mandato via chi non faceva parte della combriccola», si legge in una denuncia, «e costringono gli straniere a pagare un sacco di soldi per entrare e visitare l'area». Le indagini hanno fatto scoprire agli uomini del commissariato Trevi Campo Marzio, guidati dal primo dirigente Antonio Del Greco, con l'aiuto dei colleghi del commissariato Celio, l'esistenza di un racket per la gestione dei turisti al Colosseo. Gli investigatori dai racconti degli abusivi scacciati, e dalle denunce, hanno anche avuto la prova delle minacce. Ieri mattina è scattato il blitz. Sono ancora in corso le indagini per accertare se i centurioni abbiano anche commesso il reato di violenza privata e sfruttamento della manodopera straniera clandestina. Gli investigatori hanno sequestrato i mantelli dei centurioni, adesivi, microfoni e i falsi cartellini usati dalle finte guide per ingannare i turisti. E da ieri, gli abusivi che abbordano i turisti non sono più tollerati dalle forze dell'ordine (l'accordo è stato preso con il Gabinetto del sindaco Walter Veltroni). I centurioni potranno ancora girare nell'area archeologica, ma potranno mettersi in posa per la foto ricordo con i turisti, soltanto se saranno gli stranieri ad avvicinarli. Ieri il blitz della polizia: a capo dell'organizzazione un piccolo boss E l'Anfiteatro Flavio ora è sotto la protezione degli agenti Per le foto con i turisti i finti antichi romani chiedevano anche decine di euro