Più tecnici e più mezzi per la tutela, e non meno tutela Qualche giorno fa, le associazioni che sottoscrivono questo appello hanno ripetuto una nuova dura denuncia contro l'ennesimo sfregio al nostro patrimonio culturale. In quelle righe si ribadiva anche la sollecitazione agli organi di tutela, troppo spesso accomodanti, a mantenere alta la guardia. Per questo siamo rimasti stupefatti nel leggere ieri, su "Repubblica", in prima pagina, un titolo come "I no delle Soprintendenze che rovinano i tesori d'Italia" e all'interno, nell'articolo, l'intera antologia degli stereotipi più logori, disinformati e disinformanti contro gli organi di tutela: un inverosimile attacco alle ragioni stesse della tutela del patrimonio. Esercitando la "paralisi della conservazione", la "burocrazia" delle Soprintendenze sarebbe quindi, secondo l'articolista, responsabile di "congelare la modernizzazione e paralizzare l'aspetto urbanistico delle città." Insomma, "per dirla con Matteo Renzi, incatenare il Belpaese". Adesso abbiamo capito meglio il senso di questo siluro a sorpresa. Più volte il presidente del Consiglio ha attaccato soprintendenti "che nessuno ha eletto" come chi attaccava i magistrati anch'essi non eletti da nessuno. L'esplicito e ripetuto rimando al corso del nuovo premier e il devoto omaggio alla sua "vision" in campo culturale, ci ripropongono l'abusata immagine dell'italico assalto al carro del vincitore di turno. Peccato che la vittima designata, il rottamato, in questo caso, non sia tanto l'apparato dirigenziale del Ministero per i Beni Culturali, colpevole caso mai del contrario, ovvero di aver assecondato, in questi ultimi anni, tante richieste al ribasso di parte politica, quanto piuttosto il nostro stesso patrimonio archeologico, storico-artistico, paesaggistico. Pompei, Volterra, le mura aureliane crollano perché, mancando tecnici e fondi, non c'è sufficiente tutela, non perché ve ne sia troppa. Se prevarrà questa nuova poderosa pulsione definitiva alla deregulation, l'accesso alla bellezza sarà sempre più circoscritto a pochi privilegiati, che ne possiedono in via esclusiva le chiavi. Gran parte del patrimonio sarà trasformata e stravolta in tante Disneyland per turismo globale, mentre l'altra, la meno "redditizia", rovinerà su sé stessa nel giro di pochi anni, sepolta dal cemento e dai rifiuti. L'11 novembre 1786, a commento di una passeggiata romana, Goethe scriveva: "Questi uomini lavoravano per l'eternità; tutto essi hanno preveduto tranne la demenza dei devastatori, cui tutto ha dovuto cedere." Se questo è il nuovo che avanza, il retrogusto sa d'antico. Anzi di vecchiume reazionario. Roma, 10 marzo 2014 Vezio De Lucia, presidente Associazione R. Bianchi Bandinelli Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza Alberto Asor Rosa, presidente Rete dei Comitati per la difesa del territorio Maria Pia Guermandi, Consigliere Nazionale Italia Nostra Edoardo Salzano, Direttore eddyburg.it Anna Marina Foschi, presidente Italia Nostra Emilia-Romagna, Oreste Rutigliano, consigliere nazionale di Italia Nostra, Carlo Alberto Pinelli, presidente Mountain's Wilderness Desideria Pasolini dall'Onda, Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Paolo Leon, Mario Torelli, Marco Tullio Giordana, Donata Levi, PatrimonioSos, Adriano La Regina, Andrea Emiliani, Corrado Stajano, Gianandrea Piccioli, Pier Luigi Cervellati, Paolo Fabbri, Paolo Berdini, Antonio Pinelli, Sauro Turroni, Luciana Prati, Giovanna Borgese, Francesca Valli, Nino Criscenti, Fernando Ferrigno, Giulio Castelli, Paolo Cacciari, Pier Giovanni Guzzo, Gabriele Simongini, Gino Famiglietti, Fabio Coden, Fulvio Cervini, Marisa Dalai, Alessandro Bianchi, Gaia Pallottino
Un'altra risposta all'articolo di Valentini su La Repubblica. Più tecnici e più mezzi per la tutela, e non meno tutela
Un articolo di giornale denuncia l'attacco alle Soprintendenze per la tutela del patrimonio culturale. L'articolo, pubblicato su "Repubblica", attacca gli organi di tutela per la loro supposta "burocrazia" e "paralisi della conservazione". L'articolo è stato criticato per essere un attacco disinformante e disinformato contro gli organi di tutela. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è stato accusato di aver attaccato i magistrati e i soprintendenti senza averli eletti. L'articolo è stato visto come un esempio di "abusata immagine dell'italico assalto al carro del vincitore di turno".
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