LECCE Le coste tra San Foca e Otranto (sei chilometri) rischiano di crollare a causa del dissesto idrogeologico. La Capitaneria di Otranto ha imposto divieti per la balneazione e la navigazione. Motivo: garantire la sicurezza per turisti, pescatori e diportisti. Gli operatori protestano: «Si rischiano di perdere oltre 100 posti di lavoro». Si tratta di lavoratori stagionali impiegati nelle strutture ricettive. LECCE Gli operatori turistici sbottano: «La stagione è a rischio». Sei chilometri di costa, da San Foca fino ad Otranto, interdetti alla navigazione ed alla balneabilità. Una «striscia» di mare senza più turisti. E' vero, siamo ancora in inverno. Ma Pasqua è ormai alle porte e nel Salento gli stabilimenti balneari contano di aprire già per l'inizio di maggio. L'ordinanza, firmata dall'ufficio circondariale marittimo di Otranto guidato dal tenente di vascello Gian Marco Miriello, non pone limiti temporali. Il dissesto idrogeologico della costa, a causa dell'erosione e delle mareggiate, è diventato molto pericoloso e così la Capitaneria di Porto ha deciso di porre i divieti per salvaguardare l'incolumità di turisti, pescatori e diportisti. L'occupazione L'ordinanza resterà in vigore fino a quando le coste non saranno messe in sicurezza. L'area interessa, come detto, sei chilometri di costa. Paesaggi mozzafiato, mare cristallino: un'oasi naturalista, il litorale Adriatico, che ogni anno attira migliaia di turisti provenienti da tutta Italia. Per il Salento il turismo è uno dei comparti più redditizi, forse uno dei pochi che riesce ancora a tenere vivo il sistema economico locale. Ma con i divieti stabiliti dall'ufficio circondariale marittimo di Otranto decine di lidi balneari, bar e ristoranti rischiano di restare chiusi. E di conseguenza oltre 100 giovani, assunti con contratto stagionale, potrebbero anche perdere un'occasione di lavoro. La situazione è molto grave. Ne sono consapevoli i sindaci di Melendugno ed Otranto, rispettivamente Marco Potì e Luciano Cariddi, che hanno già chiesto a Provincia e Regione di mobilitarsi per evitare il caos. Domani, negli uffici della Regione a Bari, è stato convocato un primo tavolo tecnico per iniziare a confrontarsi sulle soluzioni da adottare. Le aree Sul sito web della Guardia costiera di Otranto è stata inserita una cartografia con tutti i punti a rischio, in modo particolare le marine di Melendugno (Torre Sant'Andrea, Torre dell'Orso, San Foca, Roca e Torre Specchia) dove il pericolo di crolli ha indotto il comandante a emettere divieti che impediscono di avvicinarsi dal mare alla costa per 30 o 50 metri. Otto le zone: dalle Grotte della marina di Torre Sant'Andrea alla pineta di Torre dell'Orso, da Punta Matarico fino ai faraglioni delle Due Sorelle. Divieti anche per il lido di Torre dell'Orso, l'inizio di Roca, Li Marangi in località Fontanelle, un tratto di San Basilio, l'inizio di Torre Specchia fino all'antica costruzione da cui trae il nome. Sono ampi i tratti che rientrano nel provvedimento. E si tratta di misure scaturite da sopralluoghi avvenuti nel tempo nei punti rocciosi della costa melendugnese. L'esposto in Procura Sono anni che gli ambientalisti e gli operatori turistici protestano per il rischio crollo della costa. Nel febbraio del 2013, nella zona di Sant'Andrea, è venuta giù una porzione di scogliera. Il 3 marzo scorso, dopo altri cedimenti, la polizia municipale di Melendugno ha imposto un divieto di circolazione veicolare e pedonale proprio per lo sfaldamento del terreno e della falesia nell'area di San Basilio. In questo contesto la Guardia Costiera ha chiesto al Comune di Melendugno «oltre ad adottare i necessari provvedimenti amministrativi restrittivi per l'accesso ai tratti di costa interessati, anche ad installare e manutenere idonea cartellonistica, redatta anche in più lingue in cui fornire anche l'esatta indicazione del pericolo esistente». C'è il rischio, ora, che il fenomeno possa estendersi anche a Salve ed Ugento. Proprio ad Ugento il Comune si è detto pronto ad utilizzare gli introiti della tassa di soggiorno per prendere la sabbia a 200 metri dalla riva con l'obiettivo di bloccare l'erosione. Cosa succederà ora? Mauro Della Valle, presidente di AssoBalneari Salento, ha attaccato le istituzioni, locali e regionali, che in tutti questi anni non sarebbero stati in grado di affrontare con decisione il problema dell'erosione. L'associazione minaccia di presentare un eposto alla Procura della Republica di Lecce per disastro colposo. Della Valle ha ancora una volta ricordato l'esistenza di uno studio dell'Università del Salento per la gestione degli interventi («E' pronto da due anni», ha detto) e la redazione delle linee guida («Dal 2009», ha aggiunto). Ciononostante, per il presidente degli operatori balneari, i Comuni sono rimasti fermi, anche quelli (come Otranto) che incassano ogni anno la tassa di soggiorno sui turisti (ad Otranto i soldi vengono spesi per le spiagge). Il 17 marzo prossimo il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, affronterà il piano coste con l'assessora regionale all'Urbanistica, Angela Barbanente.