SALERNO Se fosse stato ancora sottosegretario ai Beni culturali, Vittorio Sgarbi non sarebbe diventato lo sponsor ufficiale del Crescent. Il critico d'arte lo confessa a margine del convegno ''Italia Viva", organizzato dal Comune di Salerno sulla trasformazione urbanistica per dare una risposta internazionale alle polemiche innescate sull'opera da Italia Nostra. Ricardo Bofill, invece, ha difeso la sua creatura: «In tutti i Paesi quando si effettuano interventi emblematici alimentano polemiche, scatenano pareri controversi, animano i politici e le comunità. Ma con questa violenza non lo avevo mai visto fino ad ora. Io so solo che, in collaborazione con il Comune, abbiamo lavorato su un progetto che è stato realizzato così come immaginato. Sarò soddisfatto solo quando lo vedrò finito». Entrambi, ospiti d'onore e convinti sostenitori di Vincenzo De Luca, hanno dato vita più a uno show che a un convegno. Sia l'uno che l'altro hanno osannato il sindaco e il suo temperamento, si sono presi in giro a vicenda e Sgarbi si è confermato il critico d'arte, come sempre schietto. Tanto da dire: «Se fossi stato sottosegretario, l'avrei bloccato. Doveva essere più basso e più piccolo. Sono le dimensioni che spaventano, ma il sindaco è come se fosse entrato nel corpo di Bofill e abbia chiesto dimensioni sempre più grandi. Come se fosse stato posseduto. C'era bisogno di un esorcista». Al tavolo dei relatori, invece, spiega così perché ha cambiato idea sul Crescent. «Questo palazzo (il municipio, ndr) ha detto è una schifezza e il Crescent si armonizza bene con quest'aula (consiliare, ndr) creato solo per esaltare l'ego di Mussolini». Certo, ha ammesso, anche il palazzo dell'ex Inail sarebbe una «schifezza». Ma resta pur sempre l'armonia. Fascista, ovviamente, se si pensa che Salerno ha ospitato il primo consiglio dei ministri nel 1936. E De Luca? «E' l'ultimo sindaco che commemora nella sua esistenza il duce e scatena reazioni antifasciste». Per un sindaco che ha militato nel Pci questa potrebbe essere un'offesa. Ma De Luca la prende ridendo. Con Sgarbi, forse, non può fare diversamente. Anche quando massacra l'architettura salernitana. «La Cittadella Giudiziaria fa schifo rimarca Sgarbi somiglia al gioco del Lego. Non c'è nulla di architettura. Fuksas fa schifo». Quello stesso, però, che ha firmato la riqualificazione di Fratte