Se il restauro andrà bene, la nuova pala del Pigello Portinari sarà pronta per l'Expo. Al momento è una tavola scrostata dai colori spenti, conservata in una cappella della basilica di Sant'Eustorgio. Nulla a che vedere con il quadro originale, un gioiello del Quattrocento dalle decorazioni sfarzose, dipinto da un anonimo pittore lombardo su commissione del signore dell'epoca, Pigello Portinari. A recuperare l'antica bellezza di questo lavoro ci penserà la Fondazione Atlante, che ha finanziato il restauro con 45 mila euro. La Fondazione è nata due anni fa da due operatori del settore turistico, Amadeus e Uvet, proprio per contribuire alla conservazione dei beni culturali italiani. E quando ha ricevuto la proposta di sistemare questo dipinto ha subito accettato: «Personalmente sono molto affezionato alla basilica di Sant'Eustorgio, è un luogo milanese che amo molto spiega il presidente della fondazione Luca Patanè perciò l'idea di contribuire a restituire a Milano un piccolo capolavoro mi è piaciuta immediatamente». La Soprintendente per i beni artistici della città, Emanuela Daffra, è felicissima: «Trovare sponsor per un restauro non è così difficile quando l'opera sotto i riflettori. Quando invece è un qualcosa di più discreto molti si tirano indietro. In questo caso si tratta di un quadro molto bello ma poco conosciuto, perciò il contributo della fondazione Atlante assume un valore ancora più grande». In passato si erano già cercati dei finanziatori, ma nessuno aveva accettato. «È un restauro difficile, che richiede esami diagnostici approfonditi e interventi complessi. Ma ne varrà la pena» assicura la restauratrice Anna Lucchini. Per Expo la fondazione Atlante provvederà anche a cambiare l'illuminazione della cappella Portinari. «Dobbiamo valorizzarla: è una delle bellezze di Milano».