Ministro Urbani, c'è chi vede nei tagli alla Fus il principale responsabile della crisi delle fondazioni lirico sinfoniche. I tagli sono stati alleviati da successivi provvedimenti che hanno individuato risorse aggiuntive, tra cui i fondi che Arcus già destina allo spettacolo dal vivo. Le fondazioni liriche, tuttavia, per il loro particolare status, sono sfuggite ai limiti posti a tutti gli enti locali e le pubbliche amministrazioni in materia di assunzioni. Ciò purtroppo ha comportato un aumento di personale non giustificato da una corrispondente crescita di produttività, fi innegabile che la produttività della lirica italiana è minore a quella europea come costo generale. Questo è il motivo principale per cui i bilanci delle fondazioni lirico sinfoniche sono tuttora fuori controllo. L'apporto dei privati alle fondazioni non ha funzionato come il legislatore si era immaginato. Il sostegno dei privati alla cultura in generale e alla lirica in particolare e irrinunciabile. E per questo che ho voluto inserire nel provvedimento per la competitivita una norma che permetterà di dedurre dal reddito i finanziamenti, anche piccoli, a favore della cultura. I bilanci delle fondazioni liriche restano comunque in perdita. Sanare i bilanci vuoi dire migliorarne la gestione delle risorse. È proprio per questo che è stata varata una prima riforma. Ridurre la possibilità di assunzioni a tempo indeterminato, vincolare la stipula dei contratti integrativi al pareggio di bilancio, contenere i cachet degli artisti, ridurre a costo degli allestimenti incentivando le coproduzioni sono alcuni dei sani principi economici per quelle realtà che hanno i conti in rosso. Il Governo come intende muoversi ora? Continueremo il dialogo con i sindaci, i sovrintendenti e i sindacati: tale confronto ha contribuito non poco a correggere il testo della riforma. I principi di ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse permetteranno di liberare importanti risorse a vantaggio della lirica.
Il ministro Urbani: l'Italia è cara
Il Ministro dell'Urbanistica, in riferimento ai tagli alla Fondazione Lirica Italiana (Fus), sostiene che i tagli non sono il principale responsabile della crisi delle fondazioni liriche. Secondo il Ministro, la crisi è dovuta a un aumento di personale non giustificato e a una minore produttività rispetto ad altri enti europei. I bilanci delle fondazioni liriche sono fuori controllo e l'apporto dei privati non ha funzionato come previsto. Il Ministro propone di ridurre la possibilità di assunzioni, vincolare la stipula dei contratti integrativi al pareggio di bilancio, contenere i cachet degli artisti e ridurre i costi degli allestimenti.
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