Il padre della street art a Napoli NAPOLI «Sono veramente rammaricato di aver trovato il centro storico di Napoli e le vie dei Decumani deturpate e sfregiate da graffiti selvaggi, alcune insule antiche le ho ritrovate, dopo 25 anni, completamente coperte di scritte con vernici spray e questo non è bene: ho lavorato a lungo sul rapporto dei napoletani con la propria Storia e le tracce di questa Storia, mi rincresce, oggi stanno scomparendo», nell'incuria e nel vandalismo: è la logica conclusione omessa per carità di Patria. E sin qui nessuna novità. Ma che a dirlo sia il padre della street art, che con stencil e serigrafie incollate sui muri abbia inaugurato quel genere di performance artistica tanto da potersi considerare «il nonno» del supremo Bansky, fa un altro paio di maniche. Si tratta di Ernest Pignon-Ernest, tornato a Napoli in occasione della proiezione di un film sui suoi lavori napoletani nella Pasqua dell'88, lavori di cui gli abitanti del centro antico serbano ancora il ricordo, ed è questo l'incredibile svelato dal film di Luca Avanzini e colleghi, sei studenti di Milano e Parigi che hanno proiettato, nottetempo, foto delle opere murarie ormai scomparse sulle stesse facciate su cui erano state incollate 25 anni fa. Il lavoro di Pignon non è invasivo, la sua carta deperisce e muore; ma sopratutto ogni stampa riproduce personaggi o dettagli di grandi opere, ad esempio la peste di Luca Giordano o la "Morte della vergine" di Caravaggio, che trovano la giusta collocazione in siti monumentali che a quelle opere già rimandano. Così Pignon indaga il rapporto dei napoletani con la propria Storia, riavvicinandoli ad essa, attraverso questi «sudari di carta» che lasciano emergere dalle antiche mura i fantasmi del passato. Niente a che vedere, insomma, con chi ha imbrattato le mura appena affrescate di Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli (e non sono i ragazzi dei bassi, il basso è la strada e la casa, non imbratterebbero mai le mura di casa propria) o con le firme a caratteri monumentali degli ultras, i Mastiffs, inamovibili persino su San Lorenzo (nessuno si azzarda a rimuoverle). Pignon, pur mancando da Napoli da 25 anni, centra in pieno una questione portata dai comitati cittadini dinanzi all'Unesco, e nemmeno risolta con il grande Progetto Centro Storico che non affronta nello specifico il problema della manutenzione della zona dichiarata, nel '95, patrimonio dell'umanità. Proprio ieri la giunta comunale ha approvato un intervento di manutenzione straordinaria dell'arredo urbano nel centro antico, opere per 844 mila euro per le zone limitrofe a via Mezzocannone (ieri, intanto, interessata dal crollo del cornicione di una chiesa: sono 200 quelle abbandonate solo in centro, ndr) che comprendono via Sedile di Porto, via Degli Acquari e via Cortese, ed intorno alle mura nord-orientali con via Santa Sofia e largo Santissimi Apostoli. Si recupereranno le pavimentazioni e i marciapiedi ed elementi di arredo urbano quali dissuasori, panchine e vegetazione. L'intervento non contempla, però (anche questo) la manutenzione o il controllo delle isole dei Decumani e soprattutto la pulizia dei monumenti imbrattati, operazione sino ad oggi eseguita da volontari, un gruppo di giovani afferenti al comitato civico di Portosalvo, ad esempio in piazza Mercato e in Santa Chiara dove nuovi sfregi sono già riapparsi. Tra il porto e i Decumani, poi, cumuli di rifiuti speciali di ogni genere (edili, Eternit o mobili) sono lasciati agli angoli delle strade non coperti da telecamere e proprio queste chiede la Municipalità, videosorveglianza per incastrare chi ormai con la propria Storia ha perso ogni contatto.
Napoli. Pignon: I Decumani rovinati dai writers, salvate la vostra Storia
Il padre della street art, Ernest Pignon-Ernest, ha lavorato a Napoli per 25 anni con stencil e serigrafie. Il suo lavoro è stato distrutto da graffiti selvaggi. Pignon ha indagato il rapporto dei napoletani con la propria Storia attraverso le sue opere. Il suo lavoro non è invasivo e la sua carta deperisce e muore. Pignon ha cercato di riavvicinare i napoletani alla loro Storia attraverso le sue opere. Il suo lavoro è stato distrutto da graffiti selvaggi. La Municipalità di Napoli ha approvato un intervento di manutenzione straordinaria dell'arredo urbano nel centro antico, ma non ha contemplato la manutenzione o il controllo delle isole dei Decumani e la pulizia dei monumenti imbrattati.
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