La Lega non ci sta. L'annuncio del ministro della cultura Franceschini dei fondi da destinare ai beni culturali del Sud per un totale di 135 milioni di euro ha già creato scompiglio. La notizia dei 43 milioni di euro per la Campania (suddivisi in 5 interventi tra cui Carditello e la Reggia di Caserta), 26,8 milioni per la Calabria (14 interventi), 31,8 milioni per la Puglia (15 interventi), 33,7 milioni per la Sicilia campeggiava ieri sui giornali padani, bollata come un vero scandalo. "Cambiano i governi, ma la sostanza è sempre la stessa: il Nord viene sempre beffato e questa ennesima vergogna lo dimostra", commenta la leghista Cristina Cappellini, assessore alla cultura della Regione Lombardia, che lancia anche un appello "a tutte le istituzioni del Nord perché si uniscano al nostro sdegno per come il ministro Franceschini sta impostando la sua idea di sostegno alla cultura". "Se nel testo non ci saranno fondi adeguati anche per il Nord - annuncia il vicepresidente dei deputati di Ln Gianluca Pini - quel decreto avra' la strada sbarrata una volta in aula". Mentre il deputato leghista Paolo Grimoldi definisce "vergognoso che il governo non trovi un milione di euro per il restauro della Certosa di Pavia, uno dei siti culturali di maggior rilevanza in prossimita' di Expo, ma al contempo garantisca faraoniche cifre ai soliti noti". Polemici i forzisti Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo di Forza Italia per il Veneto in Consiglio regionale, che chiedono ai sottosegretari veneti di "far sentire la loro voce". Una polemica che non ha mancato di suscitare l'amarezza dell'universo culturale e politico irpino. Forte il disappunto di Francesco Barra: «Ci troviamo, ancora una volta, di fronte alla logica tipicamente leghista, una logica che dimentica che il patrimonio culturale non appartiene né al centro, né al Nord ma all'intero paese. E' questa una polemica assurda che la dice lunga sulla formazione e sullo spessore degli uomini di questo partito. Chi fa dichiarazioni del genere mostra di non capire nulla di cultura e politica, vuole solo alimentare la contrapposizione tra Nord e Sud. Una contrapposizione che non esiste perché non si può negare che il Sud sia stato cancellato sia economicamente, che politicamente e certo non è mai stato oggetto di uno sguardo privilegiato da parte della classe dirigente. Le parole degli esponenti della Lega sono il segno di un'agitazione demagogica che sfrutta le pulsioni più negative di una parte dell'opinione pubblica. Oggi, l'impressione è che si assista davvero ad una sfida a chi la spara più grossa. Certamente, i finanziamenti destinati ai beni culturali del Sud sono un segnale positivo ma siamo stanchi della politica degli annunci. Staremo a vedere se e come saranno spesi». L'on. Gerardo Bianco spiega come «Il problema è l'impostazione concettuale, si finisce con l'alimentare la contrapposizione tra Sud e Nord quando, invece, i politici della Lega dovrebbero soltanto limitarsi a chiedere una politica più equilibrata nei diversi settori. Non possiamo dimenticare che la perdita di siti archeologici come Pompei, che rischiano, senza manutenzione di cadere a pezzi, rappresenta una perdita per l'intero paese. Di questo passo, a rimetterci sarà anche il Nord, poiché saranno sempre di meno i turisti che si recheranno a visitare l'intera penisola. E' la loro una protesta che non ha alcun senso. Se avessero una coscienza politica dovrebbero limitarsi a valutare se i beni del Mezzogiorno necessitano di maggiori stanziamenti per essere tutelati. Non ci sono dubbi, infatti, che gli investimenti legati agli altri settori, penso innanzitutto alla viabilità, hanno privilegiato in passato soprattutto il Nord. Ormai non hanno neppure un pensiero politico ma solo uno spirito di protesta e stanno perdendo anche quella capacità di essere buoni amministratori che hanno dimostrato in alcune occasioni». Non si sorprende il filosofo Aldo Masullo: «E' solo una delle solite boutade della Lega, in tempi come questi fin troppo banali, in cui in tanti sono incapaci di guardare alle cose con la dovuta razionalità. Ogni occasione è buona per riaccendere vecchi focolari di ostilità tra una regione e l'altra, senza dimenticare che i soccorsi che vengono al Sud sul piano delle opere d'arte sono soccorsi che provengono dall'estero e si rivolgono ad una fase della storia umana che rappresenta l'alba della civiltà ed assume, dunque, un'importanza universale. E' questo a spiegare la grande attenzione verso luoghi come Pompei o Ercolano. Non c'entra la polemica sud nord, c'entra, piuttosto, l'emozione che suscitano quelle che sono testimonianze di una civiltà antichissima da cui tutti deriviamo. Certo, ci sarebbe sempre da lamentarsi in tempi di magra, in cui la coperta è stretta ma è innegabile che il Sud non viene privilegiato perché è il Mezzogiorno, viene offerta soltanto la necessaria e doverosa attenzione ad alcuni beni che sono nel Sud e che richiamano ogni anno migliaia di visitatori, senza togliere nulla ai monumenti del Nord. Mi sembra una polemica faziosa, da non tenere in alcuna considerazione». A parlare di uno scontro assolutamente inopportuno è lo storico Antonio Alterio: «C'è bisogno di investire nella valorizzazione dei beni culturali al Sud come al Nord. Non capisco la polemica della Lega, paghiamo le tasse e abbiamo gli stessi diritti. Certamente, ci vuole e ci vorrà maggiore attenzione da parte delle autorità per evitare sperpero e infiltrazioni della criminalità». Non dà troppo peso alle parole della Lega lo scrittore Franco Festa: «Credo che le polemiche portate avanti dalla Lega non siano da prendere proprio in considerazione. La lega si è ormai chiusa in un estremismo parolitario, spesso fastidioso. Più che guardare alle lamentele mosse dalla Lega Nord, guarderei al vero nodo della questione: il Sud. La difesa che il Mezzogiorno mette in atto rispetto alla Lega, ci impedisce di assumere un aspetto autocritico verso noi stessi. Vi è l'incapacità di saper spendere in modo concreto e trasparente le risorse per la tutela del territorio. Bisogna evitare i vittimismi e assumere atteggiamenti maturi e seri». Più duro Pino Acocella, Professore Ordinario di Etica Sociale nell'Università degli studi di Napoli "Federico II": «La posizione assunta dalla Lega Nord è becera. Emergenze quali terremoti, alluvioni, disastri ambientali, ci saranno sempre. La Lega deve, però, capire che la difesa dei beni culturali è importante per il futuro del nostro Paese. La loro terra e la nostra terra unite formano la NOSTRA nazione, che è di tutti, ma la Lega, spesso, è miope. La Padania non esiste, se non nella loro fantasia. Dovrebbero smettere di fare polemiche anti-meridione inutili. Non curare i beni culturali, siano essi del Nord come del Sud, vuol dire non scommettere sul futuro dell' Italia». Lo storico Raffaele La Sala parla di un'operazione puramente demagogica «Ritengo che la Lega Nord, appannata e schiacciata dalla politica nazionale, stia utilizzando questi mezzi per attirare l'attenzione delle testate giornalistiche. La polemica non sussiste poiché, sostanzialmente, è una lotta tra poveri. I beni culturali in Italia sono disastrati allo stesso modo delle zone colpite da eventi sismici. Il nostro patrimonio artistico e culturale merita di essere sostenuto e finanziato. C'è bisogno di interventi strutturali, non episodici e della solidarietà di tutta la Nazione». Paolo Saggese, alla guida del Centro Documentazione Poesia del Sud parla della «Solita polemica inaccettabile e non veritiera. Al sud ci sono la maggior parte delle vestigia antiche che versano in una condizione di fatiscenza che è sotto gli occhi di tutti: si registrano crolli ogni anno e questo è un fatto deleterio per l'immagine dell'Italia intera. Dopo tanti anni in stato d'abbandono finalmente si adottano provvedimenti e invece di mostrare la giusta soddisfazione, si grida allo scandalo. Salvaguardare i beni architettonici di una zona non è un danno per un'altra. Pompei, ad esempio, è un polo di attrazione per turisti di tutto il mondo ed è nell'interesse economico di tutta la Nazione attrarre visitatori. E' una polemica che non ha fondamento, perché il sud ha vera necessità di finanziamenti. Questo provvedimento potrebbe apparire a favore del sud ma in realtà è a favore di tutta la Nazione perché gli scavi archeologici sono patrimonio dell'umanità. Potremmo invece fornire un numeroso elenco di provvedimenti che non hanno favorito il sud: i fondi utilizzati per la viabilità del nord o per i battelli sul Lago di Como oppure, solo un mese fa, i fondi del Ministero per la pubblica istruzione per i ragazzi che abbandonano la scuola destinati in gran parte al nord pur essendo un fenomeno prettamente meridionale. Il Meridione viene sempre considerato di serie b, vi è sempre uno squilibrio per gli interessi del sud che non è accettabile. Il sud è oggettivamente penalizzato, basta verificare la differenza di spesa pro capite per un cittadino del Nord rispetto a uno del Sud, soprattutto per la sanità. E' solo demagogia il pregiudizio per cui i soldi al Sud vengono spesi male, basato su una visione non corretta della storia che fa di questa polemica una polemica pretenziosa Se esistono situazioni analoghe nelle regioni del Nord che si intervenga, senza polemiche o contrapposizioni! Gli interventi di questo tipo sono legittimi in ogni zona del paese e se avvengono in una Regione non è certo un danno per un'altra, ma dovrebbero essere un vanto per tutta la Nazione». E' il paesologo Franco Arminio a parlare di«una polemica scandalosa che non è certo una novità, anche in altre occasioni la Lega si è opposta a finanziamenti a favore del sud. I parlamentari meridionali dovrebbero farsi sentire, è arrivato il momento di dare maggiore rilievo al nostro patrimonio culturale meridionale, vittima di un'incuria centenaria proprio a causa dei Governi che hanno abbandonato il sud. E ora che finalmente si fa qualcosa per le condizioni disastrose in cui versa, la polemica è del tutto fuori luogo, un ragionamento in termini barbari». Natascia Festa, giornalista del Corriere del Mezzogiorno parla così: "La concentrazione dei beni culturali nel Mezzogiorno è altissima degna di un ex regno che ha avuto una grande capitale europea come Napoli. La stratificazione storica dalla Magna Grecia in poi fa sì che il sud sia un vero giacimento di arte e cultura. Un giacimento vilipeso, come dimostra la scandalosa vicenda di Pompei, ma non per questo da abbandonare al suo destino. In fatto di ricchezza d'arte la Padania "rosica", lasciamoli dunque rosicare. A chi dovrà amministrare e spendere i fondi va l'ammonimento di ottimizzare le risorse per non prestare il fianco alla litania delle critiche e dimostrare con responsabilità una capacità manageriale accompagnata da lungimiranza e spessore etico." Il professore Toni Iermano è duro:" Una polemica sterile che non merita nemmeno commento, frutto di una visione del Paese distorta, creata al solo scopo di attirare lettori senza nemmeno un vero intento antimeridionalista in quanto è opinione condivisa come i beni culturali, di qualunque regione essi siano, hanno una importanza fondamentale per tutto il Paese.