LA LOTTA contro gli abusivi. Le mille difficoltà del guidare i turisti in una città «con scarsi servizi», fra l'assalto degli ambulanti e quello dei promoter "salta-fila". E, adesso, anche la concorrenza delle guide straniere degli altri Paesi Ue, autorizzate a lavorare in Italia senza alcuna specifica abilitazione locale. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha spinto le guide turistiche romane, come i loro colleghi di altre città, a scendere in piazza. Ieri il sit-in sotto il ministero dei Beni culturali e del Turismo per protestare contro l'articolo 3 della legge 972013. «Prima ogni guida poteva lavorare solo nella provincia in cui aveva superato l'esame di abilitazione, specifico per le conoscenze dei Beni culturali del territorio spiega Francesca Duimich, presidente di Federagit Roma-Confesercenti Ora, invece, potrà lavorare in tutta Italia, perché la legge europea 2013 ha istituito la "guida nazionale". Già questo è assurdo perché è impossibile che una guida conosca approfonditamente gli oltre 200mila monumenti censiti nel nostro Paese». «Ma la cosa più inaccettabile dichiara Marcella Bagnasco, presidente dell'Associazione nazionale guida turistica (Angt) è che si autorizzano le guide degli altri Paesi europei a lavorare in Italia, senza dover conseguire qui alcuna abilitazione. Una guida straniera non potrà mai veicolare la storia e la cultura del nostro Paese nello stesso modo. Senza contare che così si depaupera la nostra economia e si impoveriscono le casse dello Stato». Un'abilitazione specifica, a dire il vero, sarebbe prevista dalla legge almeno per alcuni siti "di particolare interesse storico, artistico o archeologico", che però ancora non sono stati definiti. Parla di un «provvedimento che squalifica la professione, oltre a rendere ancor più difficile lavorare per le 5 mila guide di Roma e provincia» anche Simonetta Borsini del comitato di coordinamento di Sgtr, sindacato delle guide turistiche di Roma affiliato alla Fisascat-Cisl. Una delegazione di manifestanti, ieri, è stata ricevuta dal ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, che si è "impegnato a affrontare il problema nella legge comunitaria 2014, ora in Parlamento, e ha proposto di istituire un gruppo di lavoro, aperto anche alle rappresentanze delle associazioni, per regolare con una legge nazionale tutta la materia, tenendo conto delle competenze regionali e nazionali". Soddisfatti i manifestanti: «Prima non eravamo mai stati ricevuti, questo è già un segnale positivo» conferma Mauro Maggi, coordinatore di Federagit. Nel frattempo, per le guide romane restano molti i problemi da risolvere in città. «Dal continuo assalto ai turisti dei venditori ambulanti all'adescamento dei promoter che offrono biglietti "salta- fila" e tour con sovrapprezzo nei siti più frequentati, come il Colosseo e i Musei Vaticani racconta Orietta Gori (Sgtr) Senza parlare poi della concorrenza degli abusivi». Due anni fa la Provincia introdusse i tesserini con il microchip, che avrebbero consentito il controllo a distanza delle guide autorizzate tramite palmari in dotazione agli agenti della polizia provinciale. Ma a alcune guide sono arrivati solo poche settimane fa. Pesano poi i disagi causati «dalla mancanza di bagni pubblici e da problemi di mobilità. Roma, insomma, sta diventando invivibile anche per i turisti».