La notizia che l'ex assessore Vito Giacino, secondo la tesi dell'accusa, avrebbe definito destinazioni d'uso territoriali e fatto scelte urbanistiche influenzate soprattutto da interessi economici e personali, spinge l'associazione Italia Nostra a chiederne preventivamente il loro congelamento ed a bloccarne quindi l'attuazione, sino a quando le indagini della Magistratura avranno accertato la colpevolezza o meno dell'ex vicesindaco. È quello che spiega l'associazione in una nota, che chiarisce: «Da tempo denunciamo l'assoluta incomprensibilità di alcune scelte urbanistiche contenute nel P.A.T. e nel P.I. che a nostro parere non rispondono, nel modo più assoluto, alle esigenze della città. L'urbanistica non è certamente una scienza esatta, ma ha delle regole e dei sistemi ben precisi, che contrastano nettamente con le decisioni prese dall'ex assessore». «Per questo non ci spieghiamo con quale logica si fosse pianificata la città», prosegue il presidente provinciale di Italia Nostra Giorgio Massignan; «così come non capiamo chi possano essere gli investitori privati che, in questo periodo di profonda crisi economica, con migliaia di edifici vuoti in vendita o in affitto, scelgano di investire in modo così importante nel settore edilizio e in particolare nel commerciale e nel terziario. Ci chiediamo inoltre da quali attività provengano tutti questi capitali privati. Ricordiamo che il nostro saldo demografico 2001-2011 risulta negativo, anche se di sole 688 unità e che tuttavia il P.a.t. ha pianificato un aumento di volumetria abitativa pari a 10.900 nuovi alloggi e 750.000 mq. di edifici ad uso commerciale, terziario e produttivo. Il P.a.t. prevede, nel decennio, una capacità insediativa residenziale di 5.000.000 mc; il P.I. quinquennale ne ha potenzialmente consumati 4.293.000. Ai 2.843.900 mc a destinazione residenziale pianificati nel P.I., vanno aggiunti i 700.000 mc delle aree non edificate del vecchio P.R.G. Il P.I., potenzialmente consuma, in cinque anni, quasi l'intera volumetria prevista dal programma decennale del P.a.t. per il settore produttivo (2.460.615 mq. su oltre 3.000.000 mq); e il 95 del commerciale (237.937 mq.), a fronte della previsione decennali del Pat di 249.072 mq. «Nel nostro comune, secondo i dati censuari», prosegue la nota, «nel 2000 c'erano circa 7.500 ettari di superficie agricola totale. Nel 2011 dovrebbe essersi ridotta a circa 6.000 ettari. Verona ha una percentuale di verde urbano inferiore al 5 e una percentuale di zone protette fra le più basse in assoluto. Sulla base di questi dati oggettivi, chiediamo l'immediato blocco delle delibere nelle zone di Porto San Pancrazio, di San Michele, di Montorio, di Quinzano, di Madonna di Dossobuono e di Santa Lucia, che coinvolgono le imprese di Alessandro Leardini, che ha confessato agli inquirenti di avere pagato all'assessore Giacino tangenti per centinaia di migliaia di euro. Nel dubbio che la scelta di privare la nostra città di altro terreno agricolo, per aumentare una inutile cementificazione del territorio, possa essere il risultato di pratiche poco corrette, chiediamo inoltre il preventivo congelamento di tutte le scelte urbanistiche fatte dall'ex assessore Giacino nel P.a.t. e nel P.I.»
VERONA - Italia Nostra: Congelare le sue scelte urbanistiche
L'associazione Italia Nostra ha chiesto il congelamento delle scelte urbanistiche fatte dall'ex assessore Vito Giacino, accusato di aver fatto scelte influenzate da interessi economici e personali. L'associazione ha denunciato l'assoluta incomprensibilità delle scelte urbanistiche contenute nel P.A.T. e nel P.I. e ha chiesto l'immediato blocco delle delibere nelle zone coinvolte. L'associazione ha anche richiesto il preventivo congelamento di tutte le scelte urbanistiche fatte dall'ex assessore Giacino. La richiesta è stata motivata dalla presenza di investimenti privati in settori come il commerciale e il terziario, e dalla mancanza di attività economiche nella città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo