Se Pompei piange gli altri siti di interesse culturale del Mezzogiorno sorridono, almeno un po' di più, a partire da ieri. Perchè il ministero per i Beni culturali ha firmato il decreto con cui si autorizzano 46 nuovi interventi nelle Regioni Convergenza, cioè quelle meno sviluppate: Sicilia, Calabria, Campania e Puglia (nel gruppo non è stata inserita la Basilicata, che è tornata nuovamente in basso). Complessivamente si tratta di mettere immediatamente in circolo 135 milioni (di cui circa 32 sono destinati alla Puglia), risorse «immediatamente cantierizzabili», informa un comunicato del ministero guidato dal 22 febbraio da Dario Franceschini, il ferrarese che ha sostituito il leccese Massimo Bray. Questa cifra si aggiunge ai 222 milioni già destinati a 87 interventi con procedure di attuazione in corso. Le risorse, come è evidente, sono quelle inserite nel Poin Attrattori Culturali, Naturali e Turismo, cioè parte dei fondi europei gestiti dal ministero. Il ministro, quindi ha chiosato che «si tratta della più importante azione realizzata negli ultimi anni sul patrimonio culturale del Mezzogiorno d'Italia»; ha poi sottolineato come «questa operazione si inserisca nell'ambito del programma comunitario "Grandi attrattori culturali" coordinato dal ministero dei Beni culturali in stretta collaborazione con la presidenza del Consiglio cui fa capo la Coesione territoriale», da quando il premier Matteo Renzi ha deciso di abolire il dicastero guidato da Fitto prima e quindi da Barca e Trigilia. Naturalmente, questi interventi in campo culturale sono stati concordati con le Regioni. Alla Puglia, come detto, sono destinati 31.871.270,84 milioni per quindici interventi di varia natura e dall'elenco emerge che a far la parte del leone è il Salento, in particolare Lecce, cui è destinata la maggior parte dei fondi. Il primo intervento, del valore di 1 milione e 852mila euro, è però quello per il Museo contemporaneo dell'audiovisivo, di cui si occupa la Apulia Film Commission nel capoluogo regionale. Il secondo (913mila e 490 euro) è per il recupero e valorizzazione dell'area destinata alla Focara di Novoli; il terzo (1 milione 150mila euro) è per il recupero, restauro, valorizzazione e fruizione delle grotte storiche di Tricase; il quarto (5 milioni e 200mila euro) per il recupero delle Mura urbiche di Lecce; il quinto (880 mila euro) per la ristrutturazione, fruizione e recupero della Torre Matta di Otranto; il sesto (753 mila circa) per il recupero dell'ex convento di Santa Maria a Vieste; il settimo (2 milioni e 500mila euro) per il recupero del teatro Apollo di Lecce; l'ottavo (400mila euro) è destinato al recupero e alla valorizzazione dello scavo archeologico di Porto Badisco, a Otranto; il nono (774mila 500 euro) per il recupero del palazzo baronale di Novoli; il decimo (503mila euro circa) per il castello di Gallipoli; l'undicesimo (circa 124 mila euro) per il restauro e la valorizzazione del frantoio ipogeo di San Sebastiano a Galatone; il dodicesimo e il tredicesimo (3milioni e 800mila euro più 5 milioni) per opere di valorizzazione e riqualificazione del polo tarantino, suddivisi fra Manduria e Taranto (dove è compreso il complesso di Santa Maria della Giustizia); il quattordicesimo (2 milioni circa) per servizi di valorizzazione integrata a Lecce; e, infine, 6 milioni - la cifra più alta - sono destinati al restauro e recupero e valorizzazione del complesso dello Spirito Santo, sempre a Lecce. Grande la soddisfazione in Regione Puglia: esultano infatti Angela Barbanente e Silvia Godelli, rispettivamente vicepresidente e assessore alla Cultura, per quello che considerano il «frutto di una politica regionale che individua nella valorizzazione e promozione dei beni e delle attività culturali fattore essenziale di sviluppo socio-economico del territorio». Nelle altre regioni, invece, è andata così: alla Sicilia 33 milioni e 7oo mila euro, alla Calabria 26 milioni e 800 mila euro, alla Campania è stata destinata la cifra maggiore, pari a 43,1 milioni per interventi diversi da quelli indispensabili per salvare Pompei. Ora si tratterà di seguire come e in quanto tempo questi fondi verranno utilizzati e se avranno un impatto positivo per la salvaguardia del patrimonio artistico.