La nuova area espositiva al giardino zoologico Pelli di serpente, teste di scimpanzé, corni d'avorio. Ma anche erbe medicinali, fiori e cortecce tropicali, specie rare e protette sottratte al traffico di contrabbando ed esposte per educare alla salvaguardia di flora e fauna. Al Bioparco di Roma nasce il Macri, il primo museo dei crimini ambientali in Europa, realizzato dalla Fondazione Bioparco insieme al Corpo forestale dello Stato con l'obiettivo di sensibilizzare il pubblico sui reati che deturpano l'ambiente. E indicativi a proposito sono i dati raccolti nei soli primi sei mesi del 2013: 5.095 reati ambientali e 13.970 illeciti amministrativi accertati dalla Forestale. A inaugurare il museo ieri il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, insieme al capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone, e al presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccia. «Questa struttura, unica nel suo genere, svolgerà un ruolo educativo molto importante per la cittadinanza, in particolare per i più giovani. Farò tutto il possibile affinché iniziative come questa si moltiplichino ha esordito Martina . Inoltre credo che si possa creare un legame con il grande appuntamento dell'Expo 2015: la sicurezza ambientale e agroalimentare è un diritto che va garantito a tutti i cittadini e questa sarà tra le priorità del mio dicastero». Nello spazio di 400 metri quadri ricavata all'interno del Giardino zoologico l'esposizione si snoda in sette sezioni, a partire da inquinamento e rifiuti, incendi boschivi, taglio illegale di alberi, bracconaggio, maltrattamento animale. Aree dove sono ricreati i contesti ambientali compromessi dai fenomeni criminali, tra esemplari vivi di avocette (uccelli dal curioso becco all'insù) vittime dell'inquinamento delle zone umide, testuggini spesso coinvolte in incendi boschivi, fino ai diversi strumenti di cattura usati nella caccia illegale. Il tutto corredato da pannelli esplicativi con spiegazioni, dati e curiosità. Ed è stato proprio Patrone ieri ad auspicare «un ulteriore passo avanti nella legge sulla caccia: dopo il passaggio da res nullius a proprietà dello Stato - ha detto - l'animale dovrà essere considerato come essere senziente, che è e sente». Ma è il traffico illegale di flora e fauna il fulcro del Macri: nelle teche del museo sono raccolti oltre 71 mila reperti confiscati e custoditi negli ultimi 20 anni dal Servizio Cites del Corpo forestale (in applicazione della Convenzione sul commercio internazionale di specie di flora e fauna in via di estinzione) nelle dogane e sul territorio italiano. Zanne di elefante, animali impagliati, pellicce, parquet e caviale, materie prime o articoli derivati destinati all'import-export illegale per imprese manifatturiere o privati. Spazio infine alle tecniche investigative, ad aree destinate a scuole e bambini, proiezioni video e dibattiti. «È il primo museo tematico in Europa che si occupa del crimine ambientale in senso stretto ha sottolineato poi Coccia - e pertanto rappresenta un vero e proprio primato per l'Italia. Verranno da tutta Europa a visitare questo gioiello».