EXPO, ASCOLTIAMO CHI VUOLE PUNTARE SUL TURISMO D'ARTE Cara Fedrigotti, ho letto le due lettere di Piero Moroni e approfitto per portare un esempio che calza appieno con il suo discorso. Parlo di Gaggiano che pensiamo come due file di palazzi barocchi che si riflettono nel Naviglio e basta. Ora questi palazzi nascondono un vasto territorio fatto di cascine, chiese e monumenti che sarebbe interessantissimo per Expo. Certo, il Comune si è attivato per i percorsi ciclabili e per le riserve naturali, ha promosso visite e giri in collaborazione con il Fai, ma ci sono esempi meravigliosi di recupero come la Certosa di Vigano, come la chiesa parrocchiale di Vigano, nonostante la mancanza degli affreschi della facciata sciaguratamente strappati nel 1964, come altri tesori nascosti e che non si vogliono riscoprire per una lunga serie di motivi. Penso agli affreschi quattrocenteschi della chiesa di Sporzano, fatti intonacare da Carlo Borromeo, che ci racconterebbero moltissimo sulla pittura lombarda del primo '400; e anche agli affreschi della cappella di Donato del Conte, non più visitabili per questioni familiari dei proprietari, che si stanno degradando con rischio di crollo dell'affresco nella lunetta d'ingresso. Per i beni ecclesiastici il decano del territorio è più interessato a occuparsi delle persone in difficoltà, ma cosa ci vuole a inviare in Curia un progetto già pronto con relativa documentazione? Siamo in tanti ad avere bellissimi progetti, io sono solo il fotografo che ha cercato di svegliare i dormienti, ma realizzare dei cantieri-scuola per il restauro da collegare alle accademie, creare una rete di percorsi guidati è un sogno che urta contro l'incapacità di tante persone che hanno lo stesso fine di unirsi in maniera produttiva. Io mi aspetterei che Expo servisse a unificare progetti culturali come questo. Aurelio Heger La lettera di Piero Moroni che chiedeva percorsi culturali intorno a Milano per i visitatori del 2015 sta suscitando una serie di grida di dolore che salgono dal ricchissimo ma spesso nascosto o dimenticato territorio storico-artistico lombardo. La sua è forse una delle più accorate. Tuttavia, da quanto ho potuto capire dalla lettera dell'amministratore delegato di Explora, la società di promozione turistica creata per Expo, resteranno, purtroppo, con tutta probabilità, inascoltate. Isabella Bossi Fedrigotti