L'11 marzo incontro tra Nardella e la soprintendente Marino. «Contraria, ma...» Di aperture ufficiali non ce ne sono. Ma da ieri il muro contro muro tra Palazzo Vecchio e la soprintendenza per i Beni Architettonici sembra essersi molto ammorbidito. Materia del contendere, i quindici banchi degli ambulanti che il Comune vuole sistemare sotto gli archi del Lungarno degli Archibusieri, all'ombra del Corridoio Vasariano. Tra il sindaco Dario Nardella e la soprintendente Alessandra Marino, che si vedranno martedì 11, a fare il primo passo è stata la seconda. «Parleremo in linea generale su tutta la città». Marino ribadisce, sì, la sua contrarietà al trasferimento dei banchi di San Lorenzo in lungarno degli Archibusieri («Quello che penso l'ho già detto» taglia corto), ma è anche convinta che «una soluzione la troveremo. D'altra parte, tutta questa vicenda parte dalla liberazione della basilica di San Lorenzo. Operazione che abbiamo condiviso. Sono convinta che non mettendoci in posizione di contrapposizione, avendo chiaro quelli che sono gli interessi della città troveremo una soluzione». Non un'apertura dunque sui banchi sotto il loggiato, ma forse uno spiraglio o comunque il via ufficiale ad una trattativa con il Comune. Magari come fu per via Micheli e via Venezia quando Marino concesse di togliere le pietre e mettere l'asfalto in cambio di un intervento di recupero di piazza Santissima Annunziata. Oppure la possibilità di trattare sulla tipologia dei banchi. Lo spiraglio insomma c'è. Che abbia pesato l'annuncio di Nardella di volersi rivolgere a Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali del governo Renzi? Dai renziani di stanza a Roma sembra che la forza dell'asse sindaco-premier possa risultare decisiva nella braccio di ferro con la soprintendenza. Ma, qui a Firenze, l'assessore al commercio Sara Biagiotti, esclude dietrologie: «C'è indipendenza dei ruoli: se la dottoressa Marino è convinta che si arriverà a un accordo vuol dire che i rendering dei banchi le hanno fatto cambiare idea almeno un po'». Vero o no, l'altra soprintendente, Cristina Acidini del Polo Museale, si chiama fuori: «Sia chiaro che noi non abbiamo competenza sul loggiato del lungarno. È tuttavia singolare notare che tre anni fa Renzi ci fece un'ingiunzione per ripristinare il decoro del sottoportico. Noi, pur non avendo nessun obbligo, accettammo di riparare gli intonaci per la dignità dell'edificio». Acidini come il presidente dell'Ordine degli architetti Alessandro Jaff non risparmia perplessità sui banchi: «Ho visto i rendering, ma resta un problema di visuale e d'affaccio sull'Arno. Poi, di lì passano sciami di visitatori, che saranno costretti a scendere per strada e a correre dei rischi». E se per Palazzo Vecchio i banchi degli ambulanti sono la risposta agli abusivi, per la soprintendente «tra il rimedio e il male rischia di non esserci differenza»: «L'abusivismo è da stigmatizzare sempre, ma questa soluzione finirà solo per spostarlo. Quello degli abusivi è un bagaglio leggero, un lenzuolo che si può spostare in un attimo e che ingombra meno di un banco».