«È un progetto effettivo, non più pilota, che può essere replicato altrove e per il quale Bologna è prima in assoluto». Il direttore dell'Agenzia del demanio Stefano Scalera promuove a pieni voti l'azione del Comune sulle ex aree militari e in particolare la collaborazione con l'Alma Mater sull'ex Staveco. Sala rossa di Palazzo d'Accursio: il sindaco Virginio Merola e il rettore Ivano Dionigi firmano l'accordo per il recupero e la valorizzazione dell'area ex Staveco. Arrivano anche gli studenti del collettivo Cua urlando lo slogan «L'università sta in via Zamboni, in periferia ci vadano i baroni». Aspettano la fine della cerimonia. «Non siamo qui per interrompere ma per portare la voce degli studenti che è mancata in questo progetto dicono , siamo preoccupati per l'affare Staveco. Se vengono svenduti i palazzi storici dell'Università in centro per realizzare un polo di eccellenza, cioè per poche élite, allora non ci stiamo. Alla Staveco devono essere realizzati alloggi, mense e spazi per tutti gli studenti e per tutte le tasche». Certamente quello che nascerà tra viale Panzacchi e San Michele in Bosco sarà un campus universitario. Scalera è un testimone d'eccezione, e non a caso. Grazie a un complesso accordo, il Comune rileva dall'Agenzia l'area, che ha un valore potenziale di mercato stimato in 25 milioni di euro, per cederla gratuitamente all'Università. «È un progetto che ridisegna la città sottolinea Scalera -, l'Italia ha bisogno di questi progetti. Il rettore ci ha chiesto una mano, ne daremo due. Questo progetto è uno stimolo per il Paese perché si parla di giovani, di cultura e di futuro». «Grazie alla decisione del rettore questo progetto segnerà il futuro della città assicura il sindaco , è una svolta importante». «Questa operazione aggiunge Dionigi è dettata per il 75 dalla ragione e dal calcolo e per il 25 dall'istinto, la somma fa 100 di coraggio». Dal cronoprogramma presente nell'accordo la prossima mossa spetta all'Ateneo che entro sei mesi, quindi entro il 5 settembre, deve presentare il Piano di dismissioni e valorizzazioni immobiliari con cui finanziare, almeno in parte, il progetto Staveco. «Vado in afasia per sei mesi promette il rettore , solo allora parlerò di Staveco». Marina Amaduzzi