TRENTO Nel giorno in cui le Comunità fanno mancare il proprio voto al protocollo di finanza locale, l'assessore Carlo Daldoss annuncia paradossalmente l'intenzione di trasferire nuove deleghe dalla Provincia. Lo fa davanti alla terza commissione consiliare, illustrando le linee della riforma urbanistica che intende portare avanti dopo l'approvazione della legge finanziaria, nella quale saranno comunque già contenute alcune innovazioni. Gli obiettivi L'indirizzo politico di Daldoss è chiaro: «Saranno limitate al massimo le occupazioni di nuove aree, riqualificando piuttosto il patrimonio esistente anche attraverso la diversa destinazione d'uso degli edifici, oppure prevedendo nuove modalità di utilizzo dei volumi, anche attraverso spostamenti». Lo strumento per rendere preferibile il recupero del patrimonio esistente, spiega l'assessore, «saranno le procedure d'incentivazione». L'altro caposaldo della politica provinciale, nelle intenzioni dell'assessore, sarà «la riaffermazione del paesaggio come valore fondamentale del territorio trentino». Le norme Obiettivi alti che devono però fare i conti con esigenze più stringenti, la richiesta di semplificazione da parte delle imprese. Daldoss ha spiegato che la giunta interverrà già nell'assestamento di bilancio, riducendo da tre a due le approvazioni dei piani regolatori da parte dei Consigli provinciali, come anticipato dal Corriere del Trentino in gennaio, e introducendo altri sistemi di contingentamento dei tempi: la Provincia avrà un termine massimo di novanta giorni per esprimere il proprio parere dal momento di ricevimento delle proposte dei Comuni; il servizio urbanistica, attraverso un unico tavolo, redigerà un unico parere di sintesi rispetto alle osservazioni raccolte dai diversi servizi; dal momento della prima approvazione da parte del Comune, per giungere alla variante definitiva il calcolo complessivo dei tempi «non dovrebbe essere superiore ai 9-10 mesi», dice l'assessore. Anche i Comuni avranno degli obblighi di rapidità: quando la Provincia avrà inviato il proprio parere, i municipi dovranno decidere entro novanta giorni il da farsi, se chiudere il procedimento o riaprirlo con nuove osservazioni, altrimenti tutta la procedura sarà azzerata. Per quanto riguarda le demolizioni e le costruzioni, sarà la commissione paesaggio delle comunità, e non più il servizio urbanistica della Provincia, a fornire i pareri preventivi. «Per quanto riguarda la revisione della legge urbanistica dice il presidente dell'ordine degli Ingegneri, Antonio Armani, il comitato ristretto sta lavorando bene. Siamo sulla strada giusta, ci siamo presi il mese di marzo per fare un documento organico con le nostre proposte e poi in aprile ripartiremo. I commissari Tra i consiglieri presenti in commissione, Alessio Manica (Pd) ha fatto notare che i consigli comunali dei piccoli municipi rischiano di non venire più coinvolti con le nuove norme che non prevedono piani attuativi sotto i 3.500 metri quadrati. Claudio Civettini (Lega) chiede garanzie contro le speculazioni: «Va bene recuperare l'esistente, ma bisogna introdurre incompatibilità con gli altri incarichi per gli assessori di comunità di valle, che attualmente non sono previste». Secondo Silvano Grisenti (Progetto Trentino), le «norme sul recupero dell'esistente vanno costruite senza troppi tavoli e concertazioni: basta mezzo articolo per ribaltare il Trentino».