Lecce teme dopo le parole del sottosegretario LECCE Diventare Capitale Europea della Cultura per il 2019 non è soltanto prestigioso ma soprattutto un'occasione di crescita per il territorio. Un esempio? Le parole di Androulla Vassiliou, commissaria europea per l'istruzione e la cultura, nel commentare la short list con le sei città italiane in lizza, furono chiare. Disse: «Le Capitali della Cultura sono l'occasione per i cittadini europei per imparare a conoscersi meglio, condividendo patrimonio storico e valori, in altre parole, per provare un sentimento di appartenenza ad un'unica comunità di cittadini europei. Incoraggio tutte le città preselezionate a sfruttare al meglio tale opportunità». Lecce, come si ricorderà, fa parte della short list - decisa dalla giuria europea diretta da Steve Green - insieme a Matera, Ravena, Siena, Perugia-Assisi e Cagliari. La giuria renderà nota la location italiana soltanto a fine anno ma nel frattempo il percorso rischia di essere condizionato dalle influenze politiche, a seconda dello schieramento a cui le città candidate appartengono. L'imparzialità In questo scenario è divampata la polemica sul presunto sostegno della neo-sottosegretaria ai Beni ed alle Attività Culturali, Francesca Barracciu (Pd), che poco dopo la sua nomina ha raccontato in un'intervista al «Corriere della Sera» che il suo primo obiettivo sarebbe Cagliari Capitale Europea della Cultura. Le dichiarazioni dell'europarlamentare, scelta dal premier Matteo Renzi, hanno fatto arrabbiare in primo luogo i sindaci di Ravenna e Matera che hanno chiesto l'imparzialità della sottosegretaria. Barracciu è originaria di Sorgono, in provincia di Nuoro. «Colpiscono le parole del sottosegretario ai Beni Culturali Francesca Barracciu più per l'avventatezza. E si ha l'impressione che danneggino proprio la sua città candidata a capitale europea della cultura per il 2019. Ma ciò che preoccupa di più è il fatto che possano danneggiare l'intero impegnativo percorso italiano che da parte di esponenti del governo merita attenzione e capacità propositiva», afferma il sindaco di Matera e presidente del comitato Matera 2019, Salvatore Adduce (Pd), Che aggiunge: «Non ho voluto commentare subito la dichiarazione di Barracciu per verificare se il suo sostegno a Cagliari fosse il frutto di una semplice ingenuità. Mi auguro che il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini, nel fare chiarezza sulla imparzialità del suo ministero, rilanci il progetto di Italia 2019 così come si era impegnato a fare il precedente Governo guidato da Enrico Letta. Sarebbe bello che il sottosegretario Barracciu metta subito in programma una visita a tutte le città candidate a Capitale europea della Cultura per il 2019, Matera, Lecce, Perugia-Assisi, Ravenna, Siena e naturalmente Cagliari». L'atto di accusa Anche il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, ha attaccato la neo-sottosegretaria ai Beni culturali, Francesca Barracciu. Dice: «Leggo con grande sorpresa la dichiarazione pubblicata sabato dal Corriere della Sera attribuita dal neo-sottosegretario Francesca Barracciu: Domanda: Il suo primo obiettivo concreto? Risposta: Cagliari Capitale Europea della Cultura.... No, così non va bene». Il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, si schiera con le città che protestano. E invita a «comprendere la passione con cui Francesca Barracciu guarda alla candidatura», ma poi sostiene che «in una competizione tra città - che tra l'altro si sta svolgendo in un clima di grande lealtà, di collaborazione e di scambio - non si debba perdere di vista l'obiettivo principale: quello di una corsa alla pari fatta di progetti, idee e coinvolgimento. Alla fine vinca la città migliore». E Lecce? Gli operatori culturali della città sono preoccupati perchè la candidatura voluta dal sindaco Paolo Perrone rischia di scontrarsi con le logiche della politica. Lecce è una città guidata da un sindaco di Fi, «berlusconiano» doc. E oggi il partito di Silvio Berlusconi è all'opposizione. Non solo Perrone è in corsa anche per la candidatura alla presidenza della Regione Puglia nel 2015. Avranno un «peso» nella scelta finale?
Lecce. Niente favori a Cagliari. Capitale Cultura, è scontro
La città di Lecce è stata selezionata insieme a cinque altre città italiane nella short list per diventare Capitale Europea della Cultura per il 2019. La commissaria europea per l'istruzione e la cultura, Androulla Vassiliou, ha incoraggiato le città a sfruttare al meglio l'occasione. Tuttavia, la neo-sottosegretaria ai Beni ed alle Attività Culturali, Francesca Barracciu, ha dichiarato che il suo primo obiettivo sarebbe Cagliari Capitale Europea della Cultura, il che ha causato polemica tra i sindaci di Ravenna e Matera. I sindaci hanno chiesto l'imparzialità della sottosegretaria.
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